Morbegno, grandi derivazioni idroelettriche: il Governo apre al confronto con la Valtellina

A Morbegno il ministro Pichetto Fratin e l’europarlamentare Salini affrontano il nodo del rinnovo delle concessioni: «Non c’è dissenso tra territorio e Governo». Sul tavolo anche più risorse e benefici per le comunità locali.

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Morbegno

Occhi puntati sulla partita delle grandi derivazioni idroelettriche. Se n’è parlato ieri a Morbegno nell’incontro organizzato dal coordinamento provinciale di Forza Italia Sondrio con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e l’europarlamentare Massimiliano Salini, vicepresidente del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo. Come si concilia il futuro delle grandi derivazioni idroelettriche con le esigenze reali del territorio valtellinese?. La risposta del ministro è netta: «Non c’è dissenso tra il territorio e il Governo». Governo e territorio, ha spiegato Pichetto Fratin, stanno lavorando insieme per affrontare con l’Unione europea un nodo che riguarda direttamente una delle aree centrali della produzione idroelettrica nazionale. Il punto è il sistema con cui dovranno essere rinnovate le grandi concessioni. Le modalità di gara previste anche nell’ambito degli impegni del Pnrr, ha spiegato il ministro, non risultano pienamente compatibili con le esigenze italiane. Da qui il confronto aperto con Bruxelles, anche alla luce delle pronunce della Corte di giustizia europea e delle diverse soluzioni adottate dagli Stati membri.

Pichetto Fratin ha citato la Francia «che ha modificato il proprio modello di concessione. L’obiettivo è individuare un percorso che rispetti le regole europee senza penalizzare le specificità dei territori. Certamente abbiamo qualche questione da dirimere anche a livello di commissione europea rispetto per quanto riguarda le concessioni, non totalmente compatibili con quelle che sono le esigenze dell’Italia , soprattutto di quei territori come la Valtellina che sono la parte centrale della produzione idroelettrica nazionale. Stiamo cercando il percorso per raggiungere quello che è un obiettivo comune. E ribadisco, non c’è dissenso tra il territorio e il Governo». Per la Valtellina la questione è centrale. La provincia di Sondrio ospita una parte significativa del sistema idroelettrico nazionale e il rinnovo delle concessioni rappresenta una partita economica, ambientale e politica di primo piano. Al centro c’è anche il ritorno sul territorio della ricchezza generata dagli impianti e il riconoscimento dei costi sostenuti dalle comunità che ospitano infrastrutture e derivazioni.

È il tema richiamato dal sindaco di Morbegno Patrizio Del Nero, che ha sottolineato la necessità di fare del territorio un protagonista delle scelte future. Le comunità locali, secondo il sindaco, devono poter ottenere benefici adeguati dalla gestione di una risorsa presente sul territorio, anche guardando all’esperienza della Valle d’Aosta. Del Nero ha inoltre ricordato il ruolo delle Comunità energetiche rinnovabili e l’esperienza di Morbegno con Socer, inserendo l’idroelettrico nella più ampia trasformazione del sistema energetico imposta anche dai cambiamenti climatici. Sul fronte europeo, l’europarlamentare Salini ha indicato le grandi derivazioni come una delle questioni territoriali più rilevanti. Il problema, ha spiegato, non è il principio delle gare, che punta a garantire concorrenza e trasparenza, ma il rischio che l’Italia sia tra i pochi Paesi ad applicarlo realmente mentre altri Stati adottano modelli differenti. Da qui la richiesta di reciprocità: se le imprese europee possono partecipare alle gare italiane, anche le aziende italiane devono poter competere alle stesse condizioni negli altri Paesi. Altrimenti, secondo Salini, si rischia di indebolire gli investimenti e disperdere fuori dal territorio il valore costruito attorno all’idroelettrico. La tutela, ha chiarito, non significa chiudere il mercato, «ma salvaguardare il lavoro e gli investimenti realizzati». Salini ha quindi richiamato la revisione delle norme europee sugli appalti pubblici come una delle prossime occasioni per introdurre criteri di reciprocità e territorialità.

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