Morbegno, mobilitazione contro la chiusura notturna del Punto di primo intervento

La sospensione del Punto di primo intervento dalle 20 alle 8, prevista da dicembre per un anno in via sperimentale, continua a preoccupare la Bassa Valle. Sui social lanciato l’appello per una manifestazione pubblica: «Ci dobbiamo fare sentire, il diritto alla salute non può aspettare»

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Morbegno

La chiusura notturna del Ppi (Punto di primo intervento) di Morbegno, l’ex pronto soccorso, continua a suscitare preoccupazione in tutta la Bassa Valle. La notizia della sospensione del servizio dalle 20 alle 8, prevista a partire da dicembre, ha sollevato dubbi e malumori tra i cittadini, con preoccupazioni espresse anche dalle organizzazioni sindacali. Ora il malcontento si traduce anche in un appello alla mobilitazione.

Sui social è stata diffusa una locandina che annuncia una manifestazione pubblica, attualmente in fase di organizzazione, per richiamare l’attenzione sul futuro dell’assistenza sanitaria sul territorio. Gli organizzatori invitano a condividere l’immagine e a fare circolare il messaggio, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di persone.

«Il diritto alla salute non può aspettare» , è lo slogan scelto per accompagnare l’iniziativa. Sul manifesto anche altri messaggi, come «La salute non può aspettare» e «Ci dobbiamo fare sentire», che esprimono la preoccupazione di una parte della cittadinanza per le conseguenze della riorganizzazione.

Il provvedimento annunciato da Asst Valtellina e Alto Lario prevede una sperimentazione di un anno, con la chiusura notturna del Ppi. Nella fascia oraria interessata, per le emergenze sarà necessario contattare il 112, mentre per i problemi sanitari non urgenti sarà disponibile il numero 116-117. Mentre l’azienda sanitaria punta a una diversa organizzazione della risposta alle urgenze, sul territorio cresce la richiesta di mantenere un presidio di riferimento anche durante la notte.

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