Cronaca / Morbegno e bassa valle
Sabato 28 Febbraio 2026
Proposta del Consorzio: la tassa di scopo unica per dare linfa al turismo
Porte di Valtellina. Il direttore Camillo Bertolini interviene all’assemblea. L’idea avanzata è di trasformare quella di soggiorno. Con un piano strategico di investimenti diretti al settore.
Morbegno
La possibilità di trasformare la tassa di soggiorno in imposta di scopo, per restituire risorse direttamente al settore turistico, inserita in una visione strategica di rilancio del turismo e di crescita dei flussi: è questo il cuore della proposta presentata giovedì sera all’assemblea del consorzio turistico Porte di Valtellina. Il direttivo ha messo sul tavolo l’introduzione di una tassa di soggiorno unica per tutti i 25 Comuni della Bassa Valle, con l’obiettivo di costruire uno strumento condiviso di sviluppo territoriale. A illustrarne i contenuti il direttore Camillo Bertolini.
«Nei giorni scorsi abbiamo formulato ai sindaci una proposta per l’applicazione di un’imposta di soggiorno uniforme su tutto il mandamento – ha spiegato – con tariffe e regolamenti uguali per tutti. Dal gettito si ricaverebbe una quota da destinare a un fondo per la promozione, gestito dal consorzio su obiettivi precisi». L’imposta resterebbe formalmente in capo ai Comuni, ma con caratteristiche omogenee anche come segnale di coesione e identità territoriale.
Attualmente l’imposta è presente a macchia di leopardo a Mantello, Tartano, Civo, Forcola e Val Masino, ma l’idea è di creare un fronte unico che superi la frammentazione. La tempistica è ambiziosa, con l’obiettivo di arrivare all’applicazione già a inizio estate, dopo una serie di incontri tecnici per definire i dettagli dei regolamenti comunali.
«Non è semplicemente l’introduzione di una tassa – ha chiarito Bertolini – ma un progetto turistico per la Bassa Valle. Il principio è che il turismo finanzi lo sviluppo turistico. In altre regioni esistono modelli simili; in Valtellina saremmo i primi a strutturarlo su scala mandamentale».
Un primo confronto politico con i Comuni c’è già stato e, secondo il direttore, «c’è stata una sostanziale condivisione dell’impostazione. Ora seguiranno altri incontri per definire simulazioni, regolamenti e modalità operative». Il consorzio si è detto pronto ad accompagnare i Comuni anche nella fase di comunicazione pubblica. La proposta nasce da una lettura dei dati 2025, non ancora certificati Istat ma già indicativi: 166mila presenze, +6% sull’anno precedente, trend in crescita nel quadriennio post pandemia, alberghiero stabile ed extra-alberghiero in espansione. Il volume d’affari diretto e indotto è stimato in circa 13 milioni di euro. «Vogliamo aprire una nuova fase – ha sottolineato Bertolini –. Non solo informazione ed eventi, ma promozione strutturata, aumento dei flussi e della permanenza media. Per farlo servono risorse certe».
Posizione favorevole è arrivata dal sindaco di Traona e presidente della Comunità montana, Maurizio Papini: «È vero, può sembrare una misura impopolare, ma è ormai diffusa ovunque. L’importante è che le risorse restino sul territorio e vengano reinvestite in promozione. Più turisti significa benefici concreti per alberghi, ristoranti e commercio».
Sulla stessa linea il sindaco di Morbegno, Patrizio Del Nero: «Finalmente il consorzio può svolgere un ruolo significativo come valore aggiunto per il comparto economico e turistico. Finora mancavano le risorse; ora possiamo investire alcune centinaia di migliaia di euro nei prossimi anni in promozione, servizi ed eventi. Non parliamo di opere strutturali, ma di azioni immateriali capaci di generare ricadute concrete su ricettività e commercio. È un passo proporzionato alle nostre capacità e coerente con una visione di crescita del territorio».
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