Cronaca / Morbegno e bassa valle
Domenica 21 Giugno 2026
Tragedia in Val Masino: la comunità si mobilita
Ayesha Bibi, 26 anni, è deceduta dopo una caduta in acqua. Raccolta fondi per riportare la salma in Pakistan.In corso le indagini per accertare le dinamiche del tragico evento
Lettura 2 min.Val Masino
Commozione e vicinanza per quanto accaduto alla giovane coppia pakistana ricongiuntosi l’8 giugno scorso con l’arrivo in Val Masino della moglie di Naveed Safdar, Ayesha Bibi, 26 anni, reduce da un lungo viaggio affrontato con la gioia nel cuore di poter vivere la sua vita, finalmente, accanto al marito. Così non è stato perché il destino si è frapposto tragicamente a questo disegno trascinandola in fondo alla pozza del laghetto del Moss di Filorera, in cui si era recata dopo le 19 di venerdì per rinfrescarsi.
Una caduta in acqua, nella pozza alta fra i 2,5 e i tre metri, o un malore da choc termico, si ipotizzano all’origine della tragedia, e in attesa dell’autopsia che verrà effettuata mercoledì all’obitorio di Sondrio, come disposto dal sostituto procuratore Stefano Latorre, la comunità di Val Masino si è mobilitata per sostenere moralmente ed economicamente Naveed.
I primi ad attivarsi sono stati i gerenti dell’hotel ristorante Sasso Remenno, di Filorera, nel quale Naveed Safdar lavora da anni come pizzaiolo, da tutti apprezzato per la sua cortese sollecitudine, i quali si sono rivolti a don Diego Fognini e a don Rocco Nesossi, rispettivamente collaboratore e parroco del posto, per pensare ad un modo per sostenere Naveed in questo momento così difficile.
I gerenti dell’albergo non se la sentono di parlare direttamente, ma ci hanno inviato la nota scritta e diffusa dalla parrocchia e comunità pastorale, in cui si rappresenta la situazione e si chiede alla comunità vicinanza anche tangibile a questa famiglia.
«Ayesha era arrivata da pochissimi giorni in Val Masino – dice don Rocco –, precisamente l’8 giugno scorso, proprio con l’intente di ricongiungersi finalmente al marito e iniziare insieme una nuova vita».
Era solare, piena di speranze e di sogni, questa giovane, è scritto nella nota diffusa dalla parrocchia «e desiderava solo costruire il suo futuro accanto all’uomo che amava, ma, purtroppo, quei sogni si sono tragicamente spezzati la sera del 19 giugno nel laghetto del Moss. Oggi – prosegue la nota della parrocchia –, il nostro caro Naveed, che da anni vive in Val Masino e lavora come pizzaiolo all’hotel Sasso Remenno, ha bisogno dell’aiuto di tutti noi per riportare Ayesha nella sua terra natale, dove i suoi genitori e famigliari la aspettano con immenso dolore. Ogni contributo, anche il più piccolo, può essere un grande aiuto in questo momento così difficile».
Nella nota è quindi riportato l’Iban da utilizzare per effettuare il bonifico per la donazione intestandolo a Safdar Naveed, e indicando come causale “Rimpatrio salma Ayesha”. L’Iban è IT45J0538752230000049018046.
Sempre domenica , poi, al termine della Santa Messa in San Martino delle 10, don Rocco Nesossi ha invitato a pregare per la giovane Ayesha Bibi e per Naveed, mentre lunedì , alle 19, nella chiesa di Cataeggio, verrà recitato il Santo Rosario per la defunta.
Difficile non commuoversi pensando alla triste sorte occorsa. A soli 11 giorni dal suo arrivo nella splendida Val Masino, di cui avrebbe assunto la residenza, perché attesa proprio oggi in Comune per effettuare le pratiche, ha trovato la morte in un modo così tragico e in uno dei suoi angoli più belli. Il laghetto del Moss, un piccolo specchio d’acqua nel quale si sono bagnati in tantissimi venerdì scorso e che si è svuotato solo intorno alle 18.30.
Il bacino presenta una pozza piuttosto profonda, però, dragata proprio lo scorso aprile per ripulirla e quindi divenuta un poco più alta, nella quale alcuni passanti, intorno alle 19.16 di venerdì hanno scoperto il corpo della donna sul fondo.
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