«Ti faccio fare la fine di Giulia Cecchettin». Violenze e minacce, 23enne patteggia

Un 23enne residente in Bassa Valle ha patteggiato un anno di lavori socialmente utili per atti persecutori contro la ex fidanzata. Episodi di violenza, minacce e controllo ossessivo dei social.

Morbegno

Si è conclusa con un patteggiamento davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Sondrio, Fabio Giorgi, la vicenda giudiziaria che ha visto imputato un 23enne residente in Bassa Valle, di cui non vengono rese note le generalità per tutelare la vittima, una giovanissima con cui aveva intrattenuto una relazione.

Il giovane ha patteggiato una condanna a un anno di reclusione, pena sostituita con lavori di pubblica utilità della stessa durata, per un totale di 730 ore, da svolgere nel proprio comune di residenza. Era accusato di atti persecutori nei confronti della ragazza a partire dalla primavera del 2022, quando lei non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

Nel capo d’imputazione vengono descritti numerosi episodi di violenza e comportamenti molesti che avrebbero provocato nella vittima un perdurante e grave stato di paura, alimentando un fondato timore per la propria incolumità. Frequenti le discussioni, spesso legate a motivi di gelosia, durante le quali il 23enne la insultava e arrivava a schiaffeggiarla. La aggrediva verbalmente, e non solo, quando lei desiderava uscire con le amiche o indossava abiti da lui ritenuti non appropriati. Controllava inoltre i suoi profili social, reagendo con minacce a contenuti che non gradiva.

Particolarmente grave un episodio avvenuto nell’abitazione della ragazza: durante una lite, l’uomo aveva danneggiato una porta e lanciato oggetti, per poi colpire la giovane, all’epoca 17enne, con una testata. Nella stessa circostanza aveva aggredito anche il padre di lei, intervenuto in difesa della figlia. Altri episodi contestati parlano di calci e pugni, di una spinta lungo le scale e persino di un tentativo di strangolamento.

Non sono mancate minacce pesantissime, anche di morte, rivolte alla ragazza e ai suoi familiari. Tra le frasi riportate negli atti, una in particolare restituisce la gravità della situazione: «Ti faccio fare la fine di Giulia Cecchettin».

Con il patteggiamento si chiude dunque una vicenda segnata da episodi drammatici. Il giudice ha inoltre disposto le prescrizioni previste per le pene sostitutive: divieto di detenere o portare armi, obbligo di non frequentare soggetti pregiudicati, permanenza nell’ambito territoriale stabilito, ritiro del passaporto e obbligo di esibire il provvedimento alle forze dell’ordine in caso di controllo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA