Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 18 Aprile 2026
A Sondrio poche nascite e sempre più anziani
I dati Istat delineano per la provincia di Sondrio un quadro demografico sempre più fragile: età media elevata, natalità in calo e saldo naturale fortemente negativo
Sondrio
Un territorio vecchio con un tasso di denatalità elevato. I dati più recenti diffusi dall’Istat mostrano per la provincia di Sondrio un quadro demografico fragile, segnato da un forte squilibrio tra nascite e decessi e da una struttura per età sempre più sbilanciata verso le classi anziane.
Nel territorio valtellinese l’età media raggiunge i 47,3 anni, superiore sia alla media lombarda (46,4) sia a quella nazionale, mentre gli over 65 rappresentano il 25,7% della popolazione. I giovani fino a 14 anni si fermano invece all’11,9%, confermando una base demografica sempre più ristretta. Un dato che riflette pienamente le tendenze nazionali, ma che in un’area montana come Sondrio assume un peso ancora più rilevante. La dinamica naturale è il principale elemento di criticità.
Nel 2025 il tasso di natalità si attesta a 5,9 per mille, inferiore sia al dato lombardo (6,3) sia alla media italiana, mentre la mortalità raggiunge 11,6 per mille, al di sopra del valore regionale pari a 10,4. Il risultato è un saldo naturale fortemente negativo, con un tasso di crescita pari a -5,7, segnale di una popolazione che non riesce più a rinnovarsi. Anche la fecondità conferma il trend discendente: il numero medio di figli per donna scende a 1,17 nel 2025, dopo l’1,28 del 2024, allineandosi ai livelli lombardi (1,16) e a quelli nazionali (1,14). Si tratta di valori molto lontani dalla soglia di sostituzione generazionale e che contribuiscono in modo diretto alla contrazione delle nascite.
In Lombardia, pur in presenza delle stesse dinamiche, il quadro appare leggermente più favorevole grazie a una maggiore attrattività economica e migratoria. La regione mantiene infatti un tasso di natalità più alto (6,3 per mille) e una mortalità più contenuta (10,4 per mille), oltre a una speranza di vita tra le più elevate in Italia, pari a 82,4 anni per gli uomini e 86,2 per le donne. Anche qui, tuttavia, la fecondità resta bassa e l’età media continua a crescere, segno di un invecchiamento diffuso.
Nel caso di Sondrio, la componente migratoria contribuisce solo in parte a compensare il deficit naturale. Il tasso migratorio positivo (+6,6 per mille) rappresenta un elemento di tenuta, ma non sufficiente a invertire una tendenza ormai consolidata. A differenza delle aree urbane lombarde, infatti, la capacità di attrarre nuovi residenti resta più limitata. Il confronto con il quadro nazionale aiuta a comprendere la portata del fenomeno. In Italia nel 2025 le nascite sono scese a 355mila unità, mentre i decessi sono stati 652mila, determinando un saldo naturale negativo vicino alle 300mila unità. Il numero medio di figli per donna è pari a 1,14 e la speranza di vita continua ad aumentare, raggiungendo 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne.
In questo contesto, l’invecchiamento della popolazione rappresenta la principale sfida. L’aumento della longevità, combinato con il calo delle nascite, sta progressivamente modificando la struttura demografica, con effetti rilevanti sul sistema economico e sociale. La provincia di Sondrio, pur inserita in una regione dinamica come la Lombardia, mostra in modo particolarmente evidente queste criticità, configurandosi come un territorio emblematico delle trasformazioni demografiche - non tutte positive - in atto in Italia, Paese che secondo i dati dell’Istat è tra i più anziani d’Europa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA