Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 30 Maggio 2026
Aggressione al Gombaro a Sondrio: il questore incontra la vittima e la sua salvatrice
Sabato Riccio ha espresso vicinanza alla donna aggredita con una pietra e stima verso la cittadina che è intervenuta, definendo il suo gesto un esempio di sicurezza partecipata
Lettura 1 min.Sondrio
Una mezz’ora ad alta intensità emotiva quella vissuta giovedì in Questura, a Sondrio, dove il questore Sabato Riccio ha accolto la donna di 54 anni aggredita senza motivo da uno sconosciuto e colpita con violenza con una pietra al volto nel pomeriggio di venerdì 3 aprile scorso in zona Gombaro, nel capoluogo.
Incontro che si è svolto fra le 16 e le 16.30, alla presenza anche della testimone e prima soccorritrice della vittima: una donna che si trovava a passare in auto in quell’istante (erano circa le 17) su via Lungo Mallero Cadorna, diretta a Ponchiera, e che ha fermato l’auto in mezzo alla strada per scendere e distrarre l’aggressore dalla sua condotta violenta, rischiando a sua volta.
Il questore ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza alla vittima e profonda stima nei confronti dei cittadini accorsi in suo aiuto, la donna di cui abbiamo detto e un dipendente Secam, nonché volontario della Croce Rossa, che, trovandosi in zona poco dopo l’arrivo della Volante, ha raggiunto la vittima ed è rimasto con lei fino all’arrivo dei soccorritori di Areu.
Ha evidenziato soprattutto «come il non comune coraggio e senso civico della signora intervenuta nell’immediatezza dei fatti siano stati determinanti per la vita della donna aggredita – ha detto il questore – e mi auguro che tale condotta possa essere di esempio per tutti i cittadini contro la frequente comune indifferenza. Nel caso di specie si può proprio parlare di sicurezza partecipata».
Sempre il questore ha evidenziato anche la fondamentale importanza del tempestivo intervento del personale delle Volanti e ha ricordato la loro costante presenza sul territorio a garanzia del motto della Polizia di Stato “esserci sempre” a difesa del cittadino.
La donna aggredita ha quindi portato il suo personale ringraziamento ai due cittadini intervenuti, al questore, agli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura e ai soccorritori del 118 che l’hanno soccorsa e salvata.
Non si ricorda nulla dell’accaduto, assicura, «solo quello che mi ha detto la mia salvatrice, così la chiamo, Catia, la donna che ha avuto il coraggio di scendere dall’auto e distrarre l’uomo che mi stava colpendo al volto, così mi ha detto, con una grossa pietra – dice la vittima -. Ho ancora quattro placche in viso, mi devo nutrire per parecchio con semiliquidi e ho perso un sacco di chili. Porto sempre la mascherina, in casa e fuori casa, perché non riesco a vedermi, non mi riconosco. Sarà un percorso lungo di ripresa, soprattutto dal punto di vista psicologico. Sono seguita dal Centro Antiviolenza “Il coraggio di Frida” e, dal punto di vista legale, da un pool di avvocatesse del Soroptimist Monza, messe a disposizione. Esco di casa per le commissioni necessarie o piccole passeggiate, ma mi stanco subito e, al Gombaro, non sono mai più andata. Non so nemmeno se riuscirò mai a tornarci».
L’aggressore, ricordiamo, un 37enne del Congo senza fissa dimora, incensurato, è rinchiuso nelle carceri di Monza con l’accusa di tentato omicidio.
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