Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 15 Luglio 2026
Agguato a Castione: i due sicari già fuggiti all’estero?
Cresce il timore che i responsabili della sparatoria siano riusciti a espatriare
Lettura 1 min.Castione
Il timore, che negli investigatori cresce di giorno in giorno, è che i due albanesi responsabili dell’agguato a un connazionale di 32 anni, avvenuto a Castione, lo scorso giovedì 2 luglio, possano essere riusciti a espatriare. Quel giorno, dopo la sparatoria sul piazzale di alcune attività commerciali, lungo via Nazionale, visto che il regolamento di conti, maturato negli ambienti del traffico di droga, in particolare della più costosa cocaina, era fallito si erano dati a una precipitosa fuga con una Golf di colore scuro che le indagini della Squadra Mobile della questura di Sondrio - coordinate dal procuratore Piero Basilone con la giovane collega Tatjana Ennemoser - hanno poi stabilito essere stata noleggiata in una concessionaria di altra Regione italiana.
Si era subito attivato, sul territorio, un dispositivo di ricerche che aveva coinvolto pure i carabinieri e le pattuglie della Polizia locale, ma i due malviventi erano stati in grado di fare perdere le loro tracce. Ma i detective del commissario Francesco Castaldo, in breve tempo, sono riusciti a risalire alle identità dei due uomini arrivati per uccidere, proprio grazie alle telecamere che hanno rilevato la targa della vettura fuggita dopo il tentato omicidio. Residenti entrambi in altra Regione, dove hanno preso l’auto a noleggio, hanno pensato bene che fosse stato meglio lasciare l’Italia, per tornare probabilmente in Albania, fare calmare le acque e tornare più avanti con nuovi documenti di identità, ovviamente falsi, riportanti altre generalità per riprendere a gestire il lucroso business della droga. Troppo pericoloso, infatti, rientrare nelle proprie abitazioni, di sicuro per giorni controllate a vista dai poliziotti in borghese, in attesa di un loro passo falso. Intanto emergono nuovi particolari sul gravissimo episodio del 2 luglio, avvenuto attorno alle 17.30, quando il piazzale delle attività commerciali non era deserto, ma con più clienti e che, pertanto, hanno rischiato di essere colpiti dai proiettili. Il 32enne che si è salvato per miracolo, a un certo punto, vede avvicinarsi alla Mercedes - sulla quale in attesa si trovava lui - la Golf dei due connazionali e scende per andare loro incontro. Neppure il tempo di scambiare due chiacchere con l’individuo dell’Est Europa che quest’ultimo estrae una pistola e la punta verso di lui. Scappa, allora, in direzione della Mercedes - auto avuta in prestito da un amico per raggiungere il luogo dell’appuntamento a Castione - con una tremenda paura addosso, in quanto capisce che vogliono ammazzarlo. Si salva rifugiandosi nel veicolo e il primo proiettile esploso non lo colpisce, si conficca nella portiera sinistra, secondo i rilievi effettuati poco più tardi dagli specialisti della Polizia Scientifica. E’ davvero fortunato perché la pistola, forse una calibro 7.65, si inceppa e nello scarrellamento per spararne altri verso il bersaglio perde alcuni proiettili che finiscono sull’asfalto. La missione di morte, a quel punto, deve ritenersi fallita e i due fuggono lungo la statale 38 in direzione della super 36. A dare l’allarme alle forze dell’ordine non è stata la mancata vittima, ma alcuni clienti dell’area commerciale che hanno assistito all’agghiacciante scena da film poliziesco.
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