Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 09 Ottobre 2026
Aprica, assolto il figlio dei due anziani morti in casa: «Incapace di intendere e volere»
Antonio Monticelli, 62 anni, era a processo per occultamento di cadavere e abbandono di incapace dopo la morte dei genitori nell’aprile 2024. La Corte d’Assise di Sondrio ha stabilito che non era imputabile al momento dei fatti.
Lettura 1 min.Aprica
Assolto dai reati contestati - occultamento di cadavere e abbandono di incapace seguito da decesso conseguenza di altro reato - dopo una decina di udienze in Corte d’Assise a Sondrio, Antonio Monticelli, 62 anni, originario di Verona, a processo per la tragica fine ad Aprica degli anziani genitori, Annamaria Squarza di 91 anni e papà Giorgio novantenne, avvenuta nell’aprile 2024. “Non è imputabile”, hanno decretato i giudici. La Corte, presieduta da Carlo Camnasio, si è ritirata in Camera di Consiglio alle 12.15 e, trascorsa poco più di un’ora, è uscita con la sentenza: “Assolto perché all’epoca dei fatti era incapace di intendere e volere”. Il pm Daniele Carli Ballola, al termine della sua articolata requisitoria, iniziata alle 9.10, aveva chiesto per l’imputato, che ha sempre partecipato a tutte le udienze, una pena complessiva a tre anni e nove mesi di reclusione, concedendo l’attenuante del vizio parziale di mente. Il rappresentante della pubblica accusa ha ricordato ai sei giudici popolari e ai due togati la deposizione della patologa Elena Invernizzi che si era occupata dei decessi dei due coniugi.
L’epoca della morte della donna era stata ritenuta prossima a “circa una ventina di giorni” rispetto al ritrovamento, nel letto matrimoniale, del cadavere nell’appartamento di via Europa, per cause naturali. E quando i carabinieri erano entrati nell’appartamento, sollecitati a farlo dal vicino di casa Thomas Raggi, per i forti odori, si notava “l’evidente strato trasformativo del cadavere con “ipercromatismo e scheletrizzazione. Cause naturali”. Poi ha parlato dell’insorgenza della lesione fratturativa dell’arto inferiore sinistro del marito e della “caverna” nella gamba dell’anziano con il processo patologico sfociato nella gangrena in un punto che aveva assunto carattere irreversibile, per cui era necessario optare “per l’amputazione altrimenti si perdeva anche la possibilità di provare a risolvere lo stato settico già in corso”. “L’inerzia nell’attivazione dei soccorsi sanitari - ha affermato Carli Ballola - ha giocato un ruolo fondamentale nel concreto decorso causale dell’evento morte di Giorgio Monticelli, avendo essa determinato la progressiva degenerazione della frattura, dapprima evolutasi in scomposta, poi esposta e, infine, necrotizzata”. Il pm, inoltre, ha cercato di demolire le argomentazioni difensive portate attraverso diversi testi, fra cui la psicologa forense Roberta Bruzzone: “Ha incontrato una volta sola l’imputato. E ne ha pure sbagliato l’età nel riferirci in aula”. “L’applicazione dell’attenuante della semi-infermità psicofisica al momento del fatto-reato - ha concluso - si applica solo in ossequio al principio del favor rei”. Secondo l’avvocato Manuela Mauro il suo cliente non ha occultato alcunché, basti pensare che quando il comandante dell’Arma di Aprica “Thomas Lisciandrello si presenta alla porta, questa è aperta, entra tranquillamente e lui non nasconde nulla di quanto c’è all’interno. Il mio assistito non era in grado di comprendere quello che stava succedendo nè di chiedere aiuto”.
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