(Foto di Ansa)
Due delle vittime più gravi sono parenti di una famiglia di Piateda: le condizioni rimangono serie. «Siamo straziati dal dolore: mia cognata è gravissima». Entrambi i pazienti sono sedati in Rianimazione a Bologna
Lettura 2 min.Piateda
L’eco di quanto accaduto sabato pomeriggio in pieno centro a Modena è giunta prepotentemente anche in Valtellina. La comunità di Piateda, in particolare, è in forte apprensione per lo stato di salute di due delle vittime della folle corsa in auto del 31enne, italiano di seconda generazione, Salim El Koudri, nella via centrale della città emiliana dove ha letteralmente falciato sette persone, mentre un’ottava, un uomo che ha cercato di braccarlo, è stata colpita con un coltello.
Sulla traiettoria
Ebbene, proprio due delle vittime di El Koudri, le più gravi, marito e moglie di 55 anni, residenti a Modena, sono parenti di una famiglia di Piateda, che ora è nell’angoscia.
«Mia cognata è gravissima, e siamo straziati dal dolore. Non riesco ad aggiungere altro. È un momento molto delicato per la mia famiglia», ci ha detto la signora di Piateda i cui due cognati si trovavano proprio sulla traiettoria dell’auto killer alle 16.30 di sabato a Modena. Altre cinque persone sono state falciate, ma loro sono i più gravi e sono stati ricoverati in Rianimazione all’ospedale Maggiore di Bologna. Le loro condizioni sono stabili, ma molto serie. La donna ha riportato diversi traumi e lotta tra la vita e la morte, mentre suo marito non è più in immediato pericolo di vita. Chiaro che per entrambi la situazione resta grave e attentamente monitorata.
Carlo Coniglio, responsabile del reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore, ieri ha tuttavia precisato che «la paziente è ancora in condizioni critiche, ma sta migliorando, è migliorata rispetto alla notte e sempre durante la notte sono stati fatti interventi per ridurre il sanguinamento, non interventi chirurgici però al momento. Il marito ha mantenuto una maggiore stabilità clinica pur restando sotto stretta osservazione. Entrambi i pazienti restano sedati e, come per tutti i ricoverati in Rianimazione, si vive ora per ora. Vedremo il decorso nei prossimi giorni».
Parenti e amici ieri, appreso l’accaduto, si sono stretti in un fraterno abbraccio attorno al parentado valtellinese dei due coniugi e confidano in un epilogo positivo. Per i familiari della coppia, in attesa di notizie davanti al reparto, è stato attivato anche il supporto psicologico.
Intanto Modena, sconvolta, si interroga sull’accaduto, tenendo presente che ci sono altre tre persone ricoverate all’ospedale di Baggiovara (Modena) di cui due gravi, in prognosi riservata e sedate. Una è una donna tedesca di 69 anni, l’ultima contro la quale l’auto di El Koudri ha impattato tranciandole entrambe le gambe, l’altra è una 53enne polacca sottoposta a diversi interventi chirurgici.
La prognosi
Il terzo ricoverato a Baggiovara è un 59enne italiano che ha riportato un trauma facciale guaribile in 30 giorni, mentre sono già stati dimessi ieri dal pronto soccorso una 22enne italiana con un trauma cranico e 10 giorni di prognosi, un 30enne con un attacco di panico, due giorni, e Luca Signorelli, 47 anni, con una ferita da taglio inflittagli da El Koudri nel tentativo di bloccarlo, sette giorni di prognosi.
Quanto a El Koudri, nato in provincia di Bergamo, ma residente a Ravarino (Modena), laureato, è agli arresti per strage e lesioni aggravate. Pressoché esclusa la matrice terroristica, mentre l’ipotesi prevalente è quella di problemi psichiatrici. Ieri, a Modena, si sono recati in vista ai feriti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.
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