Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 23 Marzo 2026
Berbenno: resta in silenzio il camionista accusato di violenza sessuale
Diversi testimoni hanno raccontato le scene terribili alle quali hanno assistito nel piazzale dopo che la giovane vittima era riuscita a fuggire dall’aguzzino
Sondrio
Il giorno dopo la notizia - che abbiamo pubblicato nell’edizione di ieri, a interrogatorio di convalida dell’arrestato effettuato - della violenta aggressione a sfondo sessuale avvenuta a Berbenno la notte tra il 18 e il 19 marzo, emergono nuovi dettagli e particolari sul grave fatto di cronaca. L’episodio è avvenuto sul grande piazzale di sosta dei Tir di un’importante impresa di logistica della Valtellina, il cui titolare, all’oscuro di tutto, è stato poi informato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sondrio, accorsi sul posto nell’immediatezza dei fatti per bloccare l’aggressore romeno.
L’imprenditore, che abbiamo contattato nella giornata di ieri, mentre si trova negli Stati Uniti, si è limitato a dirci che “l’autotrasportatore fermato lavora per un’agenzia della Romania ed effettua consegne anche in Valtellina, oltre che viaggi su lunghe tratte italiane, ma non è un nostro dipendente. Dopo l’accaduto siamo stati contattati dai carabinieri perchè i fatti sono avvenuti su un piazzale, quello della località San Pietro a Berbenno, di nostra proprietà. Ho ricevuto da un mio collaboratore la foto dell’articolo pubblicato su ’La Provincia di Sondrio’ e ho così appreso altre informazioni”.
Lo straniero, classe 1977, dopo l’interrogatorio di convalida davanti al gip Fabio Giorgi e al pm Giulia Alberti si è visto confermare la misura cautelare in carcere. Assistito dall’avvocato di fiducia Alberto Zulian, con studio professionale a Bormio, presente l’interprete, si è limitato a riferire le proprie generalità, evitando di fornire la propria versione dei fatti, ossia rinunciando a un abbozzo di difesa. Del resto la sua posizione appare piuttosto pesante. Non c’è soltanto il camionista - parcheggiato nelle vicinanze del collega romeno poi arrestato per violenza sessuale aggravata e minacce - che ha dato l’allarme, facendo così intervenire le forze dell’ordine, avendo udito le invocazioni di aiuto della vittima delle violenze, ma ci sono le testimonianze anche di altri autotrasportatori che quella notte si trovavano su “bisonti della strada” anch’essi in sosta nell’area, affacciata sulla statale 38, per trascorrere la notte. Hanno assistito a scene agghiaccianti.
A un certo punto - secondo la ricostruzione di quanto successo, da parte degli inquirenti - sul letto all’interno del Tir, dove i due trascorrevano la notte, il conducente del mezzo ha iniziato a manifestare in modo chiaro quali fossero le sue intenzioni. Si posiziona sopra la donna, sua connazionale di qualche anno più giovane alla quale aveva offerto un passaggio, per trasportarla a Torino dove attualmente vive, ma riceve un netto rifiuto da lei. E allora la trattiene con violenza, impedendole di muoversi, per poi cercare di consumare un atto sessuale. E al tentativo della preda di divincolarsi, afferrando una lampada, la minacciava pesantemente dicendole che se non avesse assecondato i suoi desideri avrebbe fatto una brutta fine. La giovane, tuttavia, riusciva a sottrarsi alla morsa e a saltare giù dal camion, tentando una fuga a piedi, ma lui subito la “raggiungeva, la afferrava per la camicetta strappandola, la buttava violentemente a terra, le stringeva la bocca e la gola”, urlando altre frasi minacciose “per poi trascinarla con la forza sul camion, buttarla sul letto e mettersi sopra di lei, nudo, dicendole che doveva praticargli sesso orale”, si spiega nel provvedimento che dispone la custodia cautelare in carcere. A quei terribili momenti di grande concitazione hanno assistito più persone, ossia gli altri conducenti di mezzi pesanti, tutti preziosi testimoni sull’accaduto per la Procura, diretta da Piero Basilone.
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