Berbenno, violenza sul Tir: il camionista è a Pavia

Il camionista accusato di aggressione a sfondo sessuale si trova in carcere a Pavia. Risolto il piccolo giallo sulla struttura in cui è detenuto.

Berbenno di Valtellina

È stato risolto il “giallo” sul carcere che ha accolto l’autotrasportatore 49enne romeno arrestato a Berbenno dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Sondrio, prima dell’alba del 19 marzo, accusato della violenta aggressione a sfondo sessuale ai danni di una connazionale che ospitava all’interno della cabina del Tir con il quale, per un’impresa di logistica valtellinese, effettuava viaggi in Italia per la consegna di merci.

L’episodio, sul quale sono in corso le indagini coordinate dal pm Giulia Alberti, sarebbe avvenuto sul piazzale di sosta dei mezzi pesanti, dove diversi camionisti trascorrono la notte per riposare.Ieri abbiamo appreso che lo straniero, inizialmente rinchiuso nella Casa circondariale di via Caimi, nel capoluogo valtellinese, è stato effettivamente trasferito in quella più importante di Pavia, dotata di un reparto protetto per presunti sex offender.

Il legale di fiducia dell’indagato, Alberto Zulian di Bormio, si era sentito dire in via Caimi che era stato spostato a Pavia, senza esserne stato preventivamente informato. Quando raggiunse Pavia per conferire con il proprio assistito gli dissero che non si trovava lì. Si è trattato, in realtà, di un malinteso, dovuto alle dimensioni dell’istituto di pena: l’Ufficio matricola, il giorno della visita dell’avvocato Zulian, non aveva ancora comunicato il nuovo ingresso. Legittime, in ogni caso, le lamentele del professionista il quale avrebbe dovuto essere informato dell’avvenuto trasferimento del suo cliente.

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