Bilancio provinciale: da Sondrio 3,5 milioni allo Stato

La Provincia di Sondrio dovrà restituire fondi Covid non utilizzati entro il 31 dicembre 2022 e affrontare i nuovi contributi della spending review nazionale.

Lettura 1 min.

Sondrio

La Provincia di Sondrio dovrà restituire allo Stato parte delle risorse Covid non utilizzate entro il 31 dicembre 2022 e, contemporaneamente, fare i conti con i nuovi contributi previsti dalla spending review nazionale.

È quanto emerge dalla determinazione dirigenziale approvata dal Settore Affari generali e risorse che dispone il “giroconto” delle somme spettanti alla Provincia e l’accertamento dei contributi richiesti dalla normativa statale.

Il provvedimento richiama in particolare le disposizioni contenute nella legge di bilancio e nei successivi decreti ministeriali che impongono agli enti locali un contributo al contenimento della spesa pubblica. A questo si aggiunge la restituzione delle quote dei fondi straordinari Covid assegnati durante l’emergenza pandemica e rimasti inutilizzati entro i termini fissati dal Governo.

In particolare per la spending review del 2026 la Provincia dovrà “girare” quasi 215mila euro e per le risorse Covid del triennio 2020/2022, ricevute in eccesso la quota di competenza di quest’anno è di 221mila euro.

Si tratta di un meccanismo che coinvolge Province, Comuni e Città metropolitane in tutta Italia e che, nel caso di Sondrio, era già emerso con forza durante la presentazione del rendiconto di gestione 2025 in Consiglio provinciale. In quell’occasione la dirigente Sabrina Giudici aveva evidenziato il disequilibrio tra le risorse ricevute e quelle restituite allo Stato.

Nel 2025, infatti, la Provincia ha incassato trasferimenti per circa 5,8 milioni di euro, ma ne ha restituiti complessivamente 9,3 milioni tra contributi alla finanza pubblica, spending review e altri meccanismi compensativi previsti dalla normativa nazionale. «Il saldo è negativo per circa 3,5 milioni – aveva spiegato Giudici – una cifra che equivale al 26,37% delle entrate tributarie complessive della Provincia».

Numeri che avevano suscitato anche l’intervento del consigliere Patrizio Del Nero, che in aula aveva chiesto conferma dell’entità delle cifre illustrate dagli uffici finanziari. «Una situazione legata agli effetti di una riforma delle Province rimasta incompiuta» aveva osservato lo stesso consigliere.

Il nodo nasce infatti dal riassetto istituzionale avviato con la Legge Delrio del 2014. Le Province hanno progressivamente perso competenze e risorse proprie, ma continuano a garantire funzioni fondamentali come la gestione delle scuole superiori, della rete viaria provinciale e della tutela del territorio. Parallelamente, negli anni, lo Stato ha aumentato i contributi richiesti agli enti territoriali attraverso tagli lineari e misure di contenimento della spesa pubblica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA