Branco di cinghiali devasta Dalico

Una quarantina di ungulati ha messo a soqquadro le aree intorno alle baite sopra Castionetto di Chiuro. I proprietari: «Così non si può continuare»

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Chiuro

Sono preoccupati i proprietari delle baite di Dalico, località amena situata intorno ai 1300 metri di quota sopra Castionetto di Chiuro. Due sabati fa, infatti, fra Dalico, Cà Vegi, Cà Baruta e Muiani è stata la devastazione causa il passaggio di un branco di cinghiali.

«Una quarantina ci ha detto di averne visti un cacciatore della zona – dice Lorena Folini, gerente con la propria madre dell’alimentari Annamarket Crai di Castionetto e proprietaria di una baita a Dalico –. E non è stato un passaggio indolore considerato come hanno conciato i terreni. Tutto il versante è irriconoscibile. Noi siamo rimasti di stucco quando, saliti due sabati fa per raggiungere la baita con la nostra jeep, abbiamo faticato enormemente a procedere sulla sterrata che da Dalico porta a Muiani. Un tracciato privato che serve le baite e che era tutto una buca. Una cosa incredibile. A fatica, con jeep siamo riusciti ad arrivare alla meta, mentre un’altra famiglia che viaggiava su un’auto normale, non ha potuto andare avanti». Hanno fatto il possibile per sistemare la strada, in questi giorni, i proprietari delle baite della zona, che se ne occupano regolarmente perché è tracciato privato, ma metter mano agli altri prati “arati” dai cinghiali è impossibile.

«Hanno rovistato ovunque e scavato anche buche profonde – dice Lorena Folini -, anche lungo il vecchio sentiero che da Dalico sale all’antico nucleo soprastante e che, pure, teniamo regolarmente pulito. Insomma, la geografia dei luoghi è completamente cambiata. Questi prati non potranno più essere manutenuti da noi come facevamo facendoci prestare la macchina taglia erba dall’associazione “Viale della formica” e quel che è peggio è che, ora, abbiamo paura a girare in zona». Due donne questo fine settimana erano a spasso col loro cagnolino sulla pista tagliafuoco a Dalico e si sono trovate a poca distanza un cinghiale che si abbeverava ad una pozza di acqua. Il cane ha iniziato ad abbaiare, il cinghiale si è voltato verso di loro ed è scappato nel bosco, mentre loro hanno fatto dietrofront terrorizzate.

«Io stessa ho visto mamma cinghiale con dieci piccoli appresso ed ero in auto sennò non so cosa sarebbe potuto succedere – dice Folini –, tenuto conto che la mamma si fa aggressiva quando ha i piccoli». Sulla provinciale, a Castionetto, nei pressi del ristorante La Svolta, alle 5.45 del mattino è stato visto un piccolo di cinghiale attraversare la strada e segni del passaggio di questi animali sembra siano presenti anche nei pressi della torre di Castionetto e in una vigna della zona. «Tra l’altro è stata rovinata anche la strada che porta alla vasca dell’acquedotto Secam a Muiani – dice Folini -, per cui l’accesso in futuro penso non sia così agevole. Noi abbiamo informato di tutto il Comune e l’associazione che gestisce la strada che porta in quota, però, non siamo tranquilli».

L’informativa è giunta anche al servizio agricoltura, caccia e pesca della Provincia di Sondrio, di cui è dirigente Gianluca Cristini, che ha già provveduto ad attivare gli operatori qualificati per l’abbattimento dei cinghiali. «Una specie non autoctona – ricorda Cristini -, che nel nostro contesto ambientale crea solo danni, per cui da sempre tendiamo all’eradicamento o, comunque, a ridurne il più possibile l’impatto. Rovistano il terreno alla ricerca di larve e vermi e questa attività impatta sull’ambiente, soprattutto dal punto di vista visivo, ma non parlerei di una specie pericolosa per l’uomo. È notturna e, di norma, da noi si nasconde nei boschi. È elusiva come tutti i selvatici e per quanto riguarda le femmine con la prole, solo a distanza ravvicinata potrebbero sorgere problemi laddove la mamma potrebbe interpretare la nostra presenza come pericolosa».

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