Cronaca /
Mercoledì 27 Maggio 2026
«Case di riposo: la sfida è mettersi in rete»
Dopo la denuncia della Cisl, interviene Antonio Grimaldi (presidente Uneba Sondrio): «Riorganizzare il modello per garantire costi sostenibili alle famiglie»
Lettura 1 min.Sondrio
«In una provincia montana come la nostra mantenere rette sostenibili rappresenta una scelta sociale e territoriale fondamentale, perché le Rsa non sono solo strutture residenziali, ma veri e propri presidi sociosanitari essenziali per le comunità locali. E il nostro modello, quello valtellinese, sta dimostrando che è possibile coniugare sostenibilità economica, qualità assistenziale, innovazione e collaborazione territoriale ed è questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire come rete provinciale delle Rsa».
A dirlo è Antonio Grimaldi, presidente della Rsa Fondazione cura e salute città di Sondrio e presidente di Uneba Sondrio, l’Unione nazionale delle istituzioni e iniziative di assistenza sociale, cui fa capo la maggior parte delle Rsa della provincia di Sondrio, le più grandi e le più storiche. Grimaldi interviene in seguito alla “denuncia” della Federazione nazionale pensionati della Cisl Lombardia, unitamente a quella di Sondrio, che ha scattato una fotografia realistica rispetto alle liste d’attesa per entrare nelle Rsa, rispetto ai posti disponibili e al peso delle rette sulle famiglie. Parametro rispetto al quale la nostra provincia, invero, eccelle, perché nonostante tutto le rette sono le più basse della Lombardia a fronte di un tasso però di invecchiamento che preoccupa.
«Il fatto che le rette siano le più basse non è un caso – dice Grimaldi -, ma è frutto della serietà e della capacità amministrativa dei consigli di amministrazione delle fondazioni, della collaborazione tra direttori e personale sanitario, ma anche di una cultura territoriale che ha sempre messo al centro la persona fragile e la vicinanza alle comunità locali. A questo si aggiunge la collaborazione delle istituzioni locali che, pur nelle difficoltà generali del sistema, continuano a sostenere e ad attivare strumenti utili a mantenere e rafforzare la rete sociosanitaria del territorio. Il riferimento è a Comuni, Provincia, Comunità montane e Regione Lombardia che continuano a mostrare vicinanza a queste strutture, anche se, osserva Grimaldi «occorre evidenziare un tema fondamentale – dice –, ovvero il fatto che i posti letto contrattualizzati, quelli per i quali la parte sanitaria viene sostenuta dal Fondo sanitario regionale, sono sostanzialmente fermi da anni, mentre fragilità, cronicità e complessità assistenziale continuano ad aumentare come conseguenza dell’allungamento della vita media e del progresso della medicina. Noi come Rsa stiamo sostenendo sforzi economici ed organizzativi enormi dettati anche dalla crescente carenza di personale sanitario e socio sanitario». Proprio in ragione di questa crescente complessità gestionale e della necessità di far fronte a situazioni cliniche sempre più complicate da gestire, che richiedono competenze professionali avanzate e una presenza sanitaria costante, le Rsa della provincia di Sondrio, tramite Uneba Sondrio, si sono costituite nella rete Care24, un progetto presentato nell’ambito dei Bandi emblematici maggiori della Fondazione Cariplo con l’obiettivo di costruire un modello innovativo di collaborazione tra strutture in modo da condividere competenze, servizi, formazione, acquisti e progettualità comuni. È stato anche istituito un tavolo tecnico permanente che rappresenta il 90% delle Rsa della provincia. «L’obiettivo è chiaro – conclude Grimaldi -, migliorare i modelli organizzativi e assistenziali, aumentare l’efficienza del sistema senza scaricare i costi sulle famiglie e senza ridurre la qualità dell’assistenza e rafforzare la nostra capacità di rispondere ai bisogni crescenti della popolazione anziana».
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