Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 25 Settembre 2026
Caso Molinari, slitta ancora la decisione: nuova udienza l’11 dicembre
Il procedimento coinvolge l’ex dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Fabio Molinari e altre 32 persone. Il giudice Fabio Giorgi avrebbe dovuto pronunciarsi sui riti abbreviati, sui patteggiamenti e sulle eventuali richieste di rinvio a giudizio, ma l’udienza è stata rinviata all’11 dicembre per l’astensione dei penalisti.
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Era molto attesa l’udienza preliminare di venerdì in Tribunale, a Sondrio, la numero 15, l’ultima di una lunga serie avviata il 13 giugno di due anni fa per decidere in ordine al “caso Molinari”, cioè a quanto accaduto durante la gestione dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio da parte di Fabio Molinari, 48 anni, di Lovere (Bergamo), accusato di un serie di reati che vanno dal peculato, alla concussione, alla turbata libertà degli incanti, all’induzione indebita a dare o promettere utilità, non da solo, ma unitamente ad altre 32 persone, fra cui alcuni presidi in servizio in provincia di Sondrio all’epoca dei fatti, fra il 2018 e il 2020.
Ebbene, il giudice per le udienze preliminari, Fabio Giorgi, che ha assistito alle arrighe degli avvocati e alla requisitoria del pubblico mistero, Giulia Alberti, ed ha presieduto all’intero iter preliminare, avrebbe dovuto comunicare le proprie decisioni in merito ai riti abbreviati, fra cui quello di Molinari stesso, e delle presidi Maria Rita Carmenini e Maria Pia Mollura, e anche in merito ai patteggiamenti e ai rinvii a giudizio o meno di coloro che non hanno optato per riti alternativi, come i presidi, Bruno Spechenhauser, Raimondo Antonazzo e Michele Muggeo.
Invece, altro colpo di scena, dal momento che l’udienza è stata rinviata all’11 dicembre prossimo a causa dell’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale dell’Unione delle Camere penali italiane, fra cui quella di Sondrio di cui è presidente Stefano Di Paquale, difensore di Molinari.
«L’astensione deriva dalla vicenda delle indebite captazioni dei colloqui tra 15 difensori e i loro assistiti detenuti, avvenuta nella casa circondariale di Perugia e protrattasi per circa sei mesi – precisa Di Pasquale – ledendo il principio della tutela della segretezza delle comunicazioni e del diritto di difesa che non riguarda l’avvocatura soltanto, ma costituisce presidio essenziale dello Stato di diritto». L’astensione durerà fino al 29 settembre, per sette giorni, e dal momento che vi hanno aderito la maggior parte dei penalisti coinvolti nel procedimento di cui si tratta, l’udienza ha subìto necessariamente un rinvio.
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