Un giovane spaventa i commercianti a Sondrio. Ma è un caso sociale

L’associazione Spartiacque chiede che il ragazzo sia seguito con un percorso adeguato. Italiano, soffre di gravi problemi psichiatrici e da mesi vive in condizioni di estrema fragilità, senza una dimora

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Sondrio

Dietro le numerose segnalazioni arrivate nei giorni scorsi dai commercianti del centro di Sondrio si nasconde una storia ben più complessa di quanto possa apparire. Il giovane protagonista degli episodi denunciati in via Dante e via Beccaria, infatti, non sarebbe uno straniero di passaggio, ma un cittadino italiano, nato e cresciuto a Sondrio.

Secondo quanto emerge, il ragazzo soffre di gravi problemi psichiatrici e da mesi vive in condizioni di estrema fragilità, senza una dimora, trascorrendo spesso le notti all’aperto anche durante il gelo dell’inverno. Una situazione che, secondo l’associazione Spartiacque, avrebbe richiesto da tempo una presa in carico concreta da parte delle istituzioni competenti.

L’associazione racconta infatti di aver spesso lanciato l’allarme dallo scorso novembre ad oggi, chiedendo interventi ai servizi di psichiatria e all’Ufficio di Piano affinché il giovane venisse seguito con un percorso adeguato. Richieste che, a loro dire, non hanno trovato risposte sufficienti, nonostante il progressivo aggravarsi della situazione.

«Da mesi ripetiamo che questa persona non rappresenta solo un problema di ordine pubblico, ma è prima di tutto un caso sanitario e sociale che deve essere affrontato come tale. Era inevitabile che la situazione degenerasse», spiegano dall’associazione, che starebbe ora valutando la presentazione di un esposto alla Procura di Sondrio per chiedere di accertare eventuali responsabilità istituzionali nella gestione del caso.

Nel frattempo, il giovane si sarebbe allontanato temporaneamente dalla città. Un’assenza che, secondo chi lo segue da tempo, potrebbe essere solo momentanea. Il timore è che, al suo ritorno, possano ripetersi gli stessi episodi che negli ultimi giorni hanno provocato esasperazione tra commercianti e residenti, costringendo più volte all’intervento le forze dell’ordine.

Proprio su questo punto l’associazione insiste: il lavoro della Polizia non può sostituire quello dei servizi sanitari e sociali. «Gli agenti intervengono ogni volta che vengono chiamati, ma non possono risolvere una situazione che richiede strumenti completamente diversi».

Le richieste di maggiore sicurezza avanzate dai commercianti restano comprensibili e legittime. Allo stesso tempo, però, cresce la preoccupazione per il clima che si sta creando attorno alla vicenda. Sui social network si sono moltiplicati commenti dai toni violenti, con inviti alla giustizia fai da te nei confronti di quello che molti hanno descritto come uno “straniero pericoloso”. Una ricostruzione parziale che non corrisponde alla realtà: il ragazzo, paziente psichiatrico, può essere pericoloso per sé e per gli altri e proprio per questo è urgente un intervento istituzionale. Dietro quei comportamenti c’è infatti un giovane della comunità sondriese che vive una grave condizione di sofferenza psichica e che, da mesi, secondo chi lo segue quotidianamente, attende un aiuto concreto che ancora non è arrivato.

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