Caspoggio in lutto: folla commossa ai funerali del sindaco Arif Negrini

Cittadini, istituzioni e associazioni hanno accompagnato il feretro tra emozione e ricordo del suo impegno per la comunità.

Caspoggio

Folla oggi pomeriggio a Caspoggio per l’ultimo saluto al proprio sindaco, Arif Negrini, 46 anni, mancato martedì vittima di un gesto volontario. La cittadinanza, attonita, si è stretta attorno ai suoi famigliari, a mamma Sandra, a papà Giancarlo, alle sorelle Ester e Barbara, ai cognati Massimo e Nicholas, ai nipoti, ai parenti, ai suoi tanti amici, ai colleghi della Barcella elettroforniture di Chiuro per cui lavorava in posizione apicale da anni, e ai colleghi consiglieri di Caspoggio, con cui operava fianco a fianco dal giorno dell’elezione, avvenuta il 9 giugno del 2024.

Da allora Arif Negrini si era impegnato molto per la propria comunità, mettendo a punto progetti anche ambiziosi in cui credeva molto e promuovendo quel riavvicinamento all’Unione che era stata la bandiera del proprio programma elettorale e oggi, a Caspoggio, questa unione si è sentita forte.

Alle esequie erano presenti le istituzioni al completo. Il prefetto, Anna Pavone, l’assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, affiancato da 41 sindaci del territorio in primis quelli malenchi, il comandante dei carabinieri di Chiesa in Valmalenco, i rappresentanti della Rete del dono, Avis, Aido e Admo della valle, della Protezione civile locale e di altre associazioni e, su tutti, gli Alpini di cui Arif Negrini era da anni parte attiva. Era stato anche presidente del gruppo di Caspoggio dal 2015 al 2020 ed era tutt’ora consigliere.

Toccanti le parole pronunciate al suo indirizzo dal sacerdote Alpino don Graziano Colombo, già missionario in Romania e oggi in servizio ad Imperia.

«La vita continua anche nell’impegno per coloro che sono andati avanti – ha detto – e l’impegno di voi Alpini è soprattutto quello di guardare ai nostri giovani, perché crescano bene e portino amore e gioia nel mondo, nel solco dell’impegno sociale che è stato del nostro sindaco. Non perdetevi nella tristezza. È il momento della risurrezione. Stanotte il Signore risorge ed Arif è già con lui».

Con don Graziano, a celebrare le esequie del sindaco e solo poche ore prima, ieri mattina, di Matteo Bricalli, 52 anni, sposato e padre di due figli, fondatore della Polisportiva Valmalenco, mancato martedì sera a causa di un malore improvviso, c’erano don Renato Corona, parroco della Valmalenco, e don Carlo Morelli, già vicario di Caspoggio.

Molto puntuale l’omelia di don Renato che, al termine, ha letto anche il messaggio giunto ai famigliari del sindaco e ai suoi concittadini dal cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como.

«Ho appreso con sgomento della tragica morte del vostro sindaco – ha scritto il vescovo –. Si tratta di una notizia dolorosa e inquietante, che richiede molto rispetto, silenzio, preghiera. Ma non abbiate paura perché Arif è con Gesù, la via che porta al cielo. Nessuno muore senza lasciare nulla – ha aggiunto –. Fate tesoro di tutto ciò che Arif con la sua vita e la sua generosità ha donato a ciascuno di voi in qualità di amministratore e tessitore del bene comune. È l’eredità preziosa che vi lascia un figlio, un fratello, un amico».

Balsamo sul cuore delle tante persone stipate nella parrocchiale di San Rocco, sul sagrato, su piazza Milano e che hanno accompagnato il feretro a piedi per tutta via don Gatti fino al cimitero per la tumulazione.

Sulla bara la fascia tricolore e un mazzo di fiori dello stesso colore della bandiera italiana, e, in chiesa, a riecheggiare anche le toccanti parole di commiato di Tommaso Negrini, vicesindaco di Caspoggio, e di Renata Petrella, sindaco di Chiesa in Valmalenco, poi, in cimitero, le note del Silenzio e del “Signore delle cime” hanno sugellato il triste commiato. La salma di Matteo Bricalli, invece, che ha donato i propri organi, ha proseguito per la cremazione

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