Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 07 Luglio 2026
Castione, dietro la sparatoria una scia di indizi e prove. Indagini: c’è ottimismo
Proiettili sull’asfalto, immagini e cellulari. Numerosi gli elementi al vaglio degli investigatori. Dopo il tentato omicidio, la fuga fuori dalla Valle
Lettura 2 min.Castione Andevenno
Sono riusciti a fuggire dalla Valtellina, dopo il tentato omicidio sul piazzale dell’area commerciale di Castione, lungo via Nazionale.
Il blitz allo scopo di uccidere a colpi di pistola un connazionale con precedenti penali che, probabilmente, gli voleva rovinare gli affari di droga da loro gestiti, ma i due malviventi - ossia l’aspirante assassino e chi lo ha accompagnato al volante di una Golf nera - hanno lasciato dietro di sè una lunga scia di indizi e prove. Ecco perché, a distanza di alcuni giorni dal raid avvenuto in pieno giorno, negli ambienti investigativi si respira aria di ottimismo sulla possibilità che, a breve, si giunga alla cattura dei responsabili di quello che avrebbe dovuto essere un regolamento di conti.
Il pregiudicato
Ci sono i proiettili finiti sull’asfalto del piazzale dell’agguato e repertati dagli specialisti della polizia scientifica, nel loro sopralluogo, che per essere inseriti nel caricatore sono stati, evidentemente, toccati, le testimonianze raccolte dagli uomini del commissario Francesco Castaldo, le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza dei luoghi teatro della sparatoria e di quelli disseminati lungo la via di fuga sino all’imbocco della super 36, la “lettura” attenta del cellulare dell’albanese destinatario dei colpi e miracolosamente uscito indenne, il telefonino riporta tutti i contatti avuti dal pregiudicato dell’Est Europa che si è salvato. Si tratta di un soggetto, ufficialmente residente in un’altra regione italiana, ma che da tempo ha messo radici nella zona del capoluogo valtellinese, dove risulta essere privo di un lavoro, in quanto disoccupato, ma a Castione vi è arrivato alla guida di una Mercedes.
La pista
La pista battuta dai detective della Squadra Mobile, coordinati dal procuratore Piero Basilone e dal pm Tatjana Ennemoser, per risolvere il giallo è quella dello spaccio di cocaina, a un certo livello. È molto probabile che gli uomini del questore Sabato Riccio sappiano già in quale provincia vivano i due albanesi sfuggiti, al momento, alla cattura e monitorino l’area, per prenderli. «La Valtellina non è più la terra immacolata di una volta - spiega un investigatore delle forze dell’ordine -. È diventata teatro di traffici illegali già da qualche tempo, promossi dalla criminalità organizzata perché qui, fortunatamente, non si verificano omicidi ed è più facile passare inosservati, rispetto ad aree del Paese ad alta densità criminale».
Ma quanto accaduto in pieno giorno giovedì scorso, ossia attorno alle 17.30, invita a una profonda riflessione. Un colpo di pistola avrebbe potuto centrare un innocente, uscito ad esempio da una delle attività commerciali affacciate sul piazzale, o che si apprestava a prendere la propria auto per fare ritorno a casa.
Il precedente
Meno di un anno fa, inoltre, c’era stato il regolamento di conti fra bande rivali di spacciatori marocchini nel vicino paese di Postalesio. Il grave fatto di sangue era avvenuto nell’agosto 2025 in un’area boschiva nella quale quattro nordafricani hanno sorpreso due giovani magrebini, accampati la notte per la loro attività di spaccio, e li hanno rapinati dei soldi e della droga che avevano, ferendo inoltre in modo grave, con un’arma da fuoco, uno dei due, centrato al torace. La vittima, sanguinante, con l’amico aveva poi trovato aiuto in una casa di Postalesio, da dove i residenti allertarono i soccorsi.
Si era trattato, secondo le indagini della Mobile, coordinate dalla Procura, di una faida fra gruppi di pusher concorrenti che pur di difendere il territorio nel quale si erano insediati non hanno esitato a fare ricorso alle armi (avevano addirittura a disposizione un mitra sovietico pronto all’uso).
In tre, tutti giovani extracomunitari, finirono in carcere ad opera della polizia di Sondrio, ricercato il quarto.
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