Colpo al bancomat di Albosaggia: patteggiano in cinque

Lo sportello automatico era stato fatto esplodere nella notte del 15 dicembre 2024. Un bottino da oltre 18mila euro

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Sondrio

Cinque patteggiamenti per il colpo al bancomat della Crédit Agricole di Albosaggia, fatto esplodere nella notte del 15 dicembre 2024 con una «marmotta» e svuotato di 18.120 euro. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Sondrio, Fabio Giorgi, ha pronunciato ieri la sentenza nei confronti di cinque dei sei imputati coinvolti nell’inchiesta dei carabinieri su una banda accusata di aver messo a segno furti in diverse province lombarde. Le pene concordate vanno da un anno e quattro mesi a due anni e due mesi di reclusione, oltre alle multe. Due imputati erano presenti in tribunale, accompagnati in manette dagli agenti della Polizia penitenziaria dagli istituti di Monza e Brescia dove sono detenuti.

Si tratta di Eugen Costel Salahoru, romeno di 47 anni, condannato a due anni, due mesi e dieci giorni di reclusione e 1.800 euro di multa, e di Alexei Chelea, moldavo di 61 anni, per il quale la pena concordata è di due anni e due mesi e 200 euro di multa. Gli altri tre imputati che hanno patteggiato sono Stelian Sorin Cazacu, romeno di 47 anni, condannato a due anni, un mese e dieci giorni e 1.800 euro di multa; Gillberto George Ghinea, romeno di 25 anni, che ha concordato un anno e otto mesi e 800 euro di multa; e Alexei Cupcea, moldavo di 22 anni, al quale è stata applicata la pena di un anno e quattro mesi e 400 euro di multa. L’inchiesta era partita dall’assalto allo sportello automatico di via Porto, ad Albosaggia.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo aveva agito con ruoli distinti: alcuni avrebbero organizzato il colpo e messo a disposizione le auto, altri avrebbero raggiunto il bancomat per farlo esplodere e recuperare il denaro. L’esplosivo, indicato negli atti come una «marmotta», aveva divelto lo sportello, lasciando esposta la cassetta contenente le banconote. Per agevolare il furto sarebbero stati inoltre danneggiati i lampioni della strada adiacente, con il taglio dei cavi elettrici che provocò l’interruzione dell’illuminazione pubblica per circa trenta giorni. Nella stessa occasione era stata sottratta anche la batteria di un veicolo parcheggiato vicino al bancomat. L’operazione dei carabinieri aveva portato, nell’ottobre 2025, all’arresto di sei persone, ritenute responsabili di far parte di un gruppo dedito ai furti aggravati ai danni di sportelli automatici, attività commerciali e aziende nelle province di Sondrio, Brescia, Bergamo e Monza-Brianza. L’indagine aveva ricostruito il presunto utilizzo di esplosivi, veicoli di appoggio e accorgimenti per ostacolare i sistemi di sorveglianza. Nel corso delle perquisizioni erano stati sequestrati circa 4mila euro in contanti, ricetrasmittenti, un disturbatore di segnale e attrezzi da scasso. Nel procedimento erano contestati anche altri episodi, tra cui il furto di circa 70mila euro dalla cassaforte di un negozio e la sottrazione di materiali per l’edilizia per un valore di circa 30mila euro. Nel dispositivo letto ieri risultano le pene concordate per cinque imputati. Non compare invece una condanna nei confronti del sesto, George Rata, romeno di 48 anni, dichiarato latitante nel giugno scorso dopo che era stata disposta l’aggravamento della misura cautelare.

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