Due valanghe ad Aprica: scatta l’allarme, ma non ci sono feriti

Due valanghe si sono staccate non lontano della ski-area di Aprica. Mobilitati soccorritori alpini, guardia di finanza e vigili del fuoco con elicotteri.

Aprica

Momenti di apprensione e allarme oggi sulle alpi Orobie, in Valtellina. In una zona non lontana da una delle più affollate ski-aree di Aprica. L’intervento dei soccorritori si è reso necessario in seguito al distacco di due valanghe nella zona del Palabione. Il primo presentava un fronte di una quarantina di metri, mentre il secondo è risultato un poco meno esteso, ossia di una trentina di metri.

Impegnati complessivamente una trentina di soccorritori della V Delegazione bresciana del Soccorso alpino, provenienti da diverse Stazioni della valle Camonica, una decina di tecnici della Stazione di Aprica, appartenenti alla VII Delegazione di Valtellina e Valchiavenna del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), unitamente al Sagf (Soccorso alpino della Guardia di finanza) di Sondrio. Sono stati attivati anche i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio.

Sul posto sono stati dirottati anche gli elicotteri di Brescia e Sondrio di Areu (Agenzia regionale emergenza e urgenza), oltre al velivolo della Guardia di Finanza decollato dalla base aerea di Venegono, in provincia di Varese.

In un primo momento, infatti, quando è scattato l’Sos, si temeva il coinvolgimento di due persone, avvistate in prossimità della zona delle valanghe. I militari Gdf con i volontari del Cnsas e i Vigili del fuoco, mobilitati nelle operazioni, hanno valutato a lungo la zona, per escludere la presenza di sci-alpinisti o altri fruitori della montagna. La bonifica dell’area, durata a lungo, proprio per escludere questa eventualità, ha consentito di escludere la presenza di persone travolte o sepolte. L’intervento dei soccorritori si è concluso nel tardo pomeriggio di giovedì.

La raccomandazione degli esperti è di non abbandonare mai i tracciati battuti delle piste da sci per avventurarsi in rischiosi fuoripista e di consultare sempre, in via preventiva, i bollettini meteo che offrono giornalmente informazioni precise sullo stato dell’innevamento e sul grado di rischio valanghe che in una scala europea va da uno a cinque pioli. Un invito alla prudenza che vale anche per gli appassionati di sci-alpinismo. La montagna non va mai presa sottogamba, ma va affrontata in sicurezza per non mettere in pericolo la propria e l’altrui vita, compresa quella dei soccorritori.

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