Faedo, il Centro ittiogenico protegge il temolo: visita del prefetto alla struttura

In 7.000 metri quadrati, tra allevamento e acquario didattico, il Centro è un presidio per la tutela della fauna ittica e della biodiversità dei fiumi valtellinesi. Il sindaco Giordano Caprari e il presidente dell’Unione pesca sportiva Renato Manenti hanno illustrato le attività al prefetto Anna Pavone.

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Faedo Valtellino

C’è anche il lavoro sul temolo, specie rara e preziosa dei nostri fiumi, tra le attività che fanno del Centro ittiogenico di Faedo, un punto di riferimento per la tutela della fauna ittica. Struttura che giovedì 8 ottobre ha salutato la visita del prefetto di Sondrio Anna Pavone, accolta dal sindaco Giordano Caprari e dal presidente dell’Unione pesca sportiva provinciale Renato Manenti, che hanno illustrato le attività del Centro e il suo ruolo nella conservazione della biodiversità dei corsi d’acqua valtellinesi. Ad accompagnare il prefetto è stato il primo cittadino, che ha espresso «la soddisfazione della comunità per ospitare un centro di riferimento per la provincia, impegnato nella tutela del patrimonio ittico e nella salvaguardia della biodiversità dei corsi d’acqua del territorio».

Tra le attività di maggiore rilievo, ha spiegato il sindaco «c’è l’allevamento del temolo, pesce di particolare pregio naturalistico per il quale il Centro ha sviluppato una significativa esperienza». Un lavoro che contribuisce alla conservazione delle specie presenti nei fiumi della provincia e alla protezione degli ecosistemi acquatici. Ringraziando il prefetto, Caprari ha aggiunto: «La sua visita rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dal Centro e da tutte le persone che, con competenza, passione e dedizione, contribuiscono alla sua attività». Nel corso del tour della struttura che si trova in via Fumagalli, a pochi passi dal centro sportivo e dalla sede dell’università della facoltà di Infermieristica, Manenti, ha presentato al prefetto le attività della struttura, soffermandosi sulle iniziative dedicate «alla conservazione e alla valorizzazione della fauna ittica locale».

L’amministrazione comunale, dal canto suo, ha confermato la volontà di continuare a sostenere la struttura e di mantenere una stretta collaborazione con l’Unione pesca sportiva provinciale e con le istituzioni coinvolte. «Il Centro ittiogenico rappresenta un patrimonio ambientale e scientifico di grande valore per l’intera Valtellina», ha concluso Caprari salutando il prefetto, grato per l’attenzione riservata al territorio. «Grande soddisfazione per l’entusiasmo e il sincero apprezzamento manifestati dal prefetto, piacevolmente sorpresa nello scoprire una realtà così strutturata e attiva». Al suo interno il Centro custodisce tra l’altro un suo acquario didattico, in una struttura di 7.000 metri quadrati dove i visitatori possono ripercorrere il ciclo biologico dei pesci della nostra provincia.

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