Finto farmacista chiede ricariche telefoniche: due edicole nel mirino della truffa

Tentativo di truffa ai danni di due edicole del Sondriese. Un uomo, spacciandosi per farmacista, ha chiesto con urgenza una ricarica telefonica sostenendo di essere stato indirizzato da altri esercenti. A sventare il raggiro è stata l’edicolante che ha denunciato tutto alle forze dell’ordine

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Montagna in Valtellina

Ancora un tentativo di truffa ai danni degli esercenti del territorio. Questa volta nel mirino sono finite martedì pomeriggio due edicole, contattate telefonicamente da un uomo che si è spacciato per un farmacista nel tentativo di ottenere una ricarica telefonica urgente. Ma il piano, almeno a Montagna, è fallito grazie alla prontezza e all’attenzione di un’edicolante che ha intuito subito il raggiro, allertando il 112 e sporgendo denuncia alla forze dell’ordine.

A raccontare l’episodio è lei, Roberta De Marco, titolare dell’edicola in località Trippi, raggiunta da una telefonata sospetta nel primo pomeriggio mentre era tra le mura di casa. Dall’altra parte della cornetta una voce maschile, «che si è presentata come farmacista. Chiedeva una ricarica telefonica per la figlia, sostenendo di aver ricevuto il contatto da un’altra edicolante del Sondriese, peraltro mia collega, nonché amica», di cui la voce anonima ha fatto nome e cognome. Sbagliando però il primo dei due: «Ha corretto il nome dicendo di essersi confuso - prosegue De Marco - e ho capito subito che qualcosa non quadrava». L’uomo ha insistito spiegando di trovarsi in difficoltà e di avere bisogno immediato della ricarica, chiedendo di essere richiamato una volta avesse riaperto il negozio. Ma De Marco non si è persa d’animo. Ha immediatamente contattato la collega, che ha smentito qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Poco dopo il presunto farmacista ha richiamato, continuando a sostenere la propria versione e negando di essere un truffatore. A quel punto l’edicolante ha deciso di interrompere ogni contatto e bloccare il numero, segnandoselo però su un foglio e comunicandolo qualche più ora più tardi in Questura.

La vicenda, però, non si è fermata lì. Nel frattempo anche l’altra edicola è stata contattata dallo stesso soggetto. A riferirlo è stata la collaboratrice del negozio, raggiunta telefonicamente dall’uomo che chiedeva nuovamente una ricarica telefonica per la figlia, facendo riferimento all’edicola del Trippi, di De Marco, dove, a suo dire, il servizio era stato già fatto in passato. «Non fanno neppure lo sforzo di cambiare nomi o inventare storie più credibili», il commento amaro di De Marco, che ha anche subito avvisato la rappresentante provinciale dello Snag (Sindacato nazionale autonomo giornalai) per mettere in guardia gli altri edicolanti del territorio. «Sicuramente avrebbe provato a fare il giro di altri colleghi», ha concluso.

L’episodio riaccende così l’attenzione sui tentativi di truffa telefonica che continuano a colpire attività commerciali e privati, spesso facendo leva sull’urgenza e sulla fiducia tra esercenti. L’invito resta quello di verificare sempre le richieste ricevute e contattare immediatamente le forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette.

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