Cronaca / Sondrio e cintura
Domenica 08 Novembre 2026
Il ministro ai ragazzi di SpaH: «La disabilità non è un limite»
Locatelli in visita ad Albosaggia ha detto che la felicità è un diritto di tutti: «Scoprire il talento di ognuno». I complimenti al sindaco e al servizio, da 12 anni è vicino alle famiglie. Murada: «Una giornata storica»
Lettura 2 min.Albosaggia
Un esempio virtuoso, «un’esperienza da replicare affinché possa diventare un modello per tante altre realtà». Promossa a pieni voti da Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, la Casa di SpaH, progetto della Fondazione Albosaggia per accompagnare i giovani con disabilità in un percorso di crescita, autonomia e piena partecipazione alla vita sociale. Venerdì il ministro ha potuto toccare con mano il “cuore” di un servizio nato dodici anni fa e che dal 2014 rappresenta un punto di riferimento per tante famiglie: oggi sono 24 le persone con disabilità che lo frequentano.
Entusiasmo
Ad accoglierla il sindaco Graziano Murada, insieme a Ornella Forza e Paolo Messina, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione, allo staff e all’équipe educativa di SpaH.
Ma i veri protagonisti sono stati soprattutto i giovani, accolti dal ministro con abbracci, sorrisi, racconti e grande disponibilità all’ascolto.
«Non è solo per qualcuno il diritto di essere felici, è un diritto di tutti», ha sottolineato Locatelli, richiamando la necessità di un cambio di prospettiva nel modo di guardare alla disabilità.
Potenziale
«Dobbiamo vedere le potenzialità e non soltanto i limiti, far emergere i talenti e valorizzare ogni persona. Per avere una vita dignitosa non basta essere curati: bisogna partire dai desideri e dal diritto di scegliere», ha detto Locatelli.
La rete
Fondamentale, in questo percorso, costruire una rete tra pubblico e privato.
«La Valtellina è ricca di progetti, iniziative del Terzo settore e amministratori illuminati», ha aggiunto il ministro.
«Abbiamo bisogno di persone come il sindaco Murada - ha detto espressamente Locatelli - persone che capiscano quanto sia importante non lasciare indietro nessuno e sappiano sostenere questa nuova prospettiva». «Una giornata storica», l’ha definita il primo cittadino Murada.
Progetto “Dopo di noi”
Murada ha illustrato i quattro assi su cui si sta sviluppando l’impegno del territorio.
Il primo è proprio «la Casa di SpaH, luogo in cui accompagnare la persona nella costruzione del proprio progetto di vita, attraverso anche le esperienze del “Dopo di noi”», già avviate da un anno.
Il secondo riguarda «il lavoro di rete, per superare la frammentazione degli interventi e costruire progetti unitari e di qualità». Il terzo guarda alla formazione e all’inserimento lavorativo: «Il prossimo anno è prevista l’inaugurazione del primo rifugio etico a San Salvatore». Infine, il ruolo delle famiglie, «con cui costruire un rapporto di fiducia e trasparenza. Vogliamo che i ragazzi trovino qui continuità».
Impegno
Un impegno che richiede la collaborazione di tutti, come ribadito da Maurizio Piasini, assessore alle Politiche sociali del Comune di Sondrio: «Il futuro è lavorare insieme, garantendo servizi alle famiglie e ai nostri ragazzi e ragazze senza guardare ai confini territoriali.
La responsabilità è nostra, come amministratori: dobbiamo mettere da parte gli individualismi».
L’esperienza
A ripercorrere la storia e il percorso di SpaH il direttore Messina, mentre Forza ha richiamato il significato più profondo dell’esperienza della Fondazione: non limitarsi a rispondere ai bisogni assistenziali, «ma riconoscere desideri, capacità e aspirazioni di ogni persona».
«Dobbiamo passare da una cultura che si limita a prendersi cura delle persone con disabilità a una cultura che riconosce e promuove il loro diritto a vivere pienamente» il senso del messaggio della presidente.
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