Incidente mortale in Valtellina, condanna con patteggiamento per un 44enne

Si chiude con un patteggiamento la vicenda giudiziaria dell’incidente avvenuto nell’agosto 2023 sulla tangenziale di Sondrio, costato la vita a una turista 31enne. L’imputato, alla guida dell’auto, ha concordato una pena di un anno, 11 mesi e 3 giorni con sospensione condizionale, evitando il processo

Sondrio

Si è chiuso con un patteggiamento il procedimento penale a carico di Yousuf Mohammad, cittadino bengalese classe 1982, accusato di omicidio stradale colposo per il tragico incidente avvenuto l’8 agosto 2023 lungo la tangenziale di Sondrio, nei pressi della rotonda in località Trippi, tra il capoluogo e Montagna in Valtellina. Davanti al giudice, il 44enne ha concordato una pena di un anno, 11 mesi e 3 giorni di reclusione, con sospensione condizionale.

Una decisione che mette la parola fine alla vicenda giudiziaria legata allo scontro costato la vita a Shahila Shahin, 31enne sua connazionale, residente a Dubai, che si trovava a bordo dell’auto al momento dell’impatto.

Secondo quanto ricostruito nel capo d’imputazione, Mohammad, alla guida di una Opel Crossland, avrebbe perso il controllo del veicolo, invadendo la corsia opposta e andando a collidere frontalmente con un autocarro che procedeva regolarmente e a velocità moderata. Un impatto estremamente violento, che non ha lasciato scampo alla giovane donna e ha provocato conseguenze gravissime per gli altri occupanti del mezzo. A bordo della vettura viaggiava un gruppo di connazionali, turisti arrivati in Italia appena il giorno precedente con un volo atterrato a Malpensa e diretti verso la Valtellina.

Nell’impatto ha perso la vita Shahin, mentre tra i passeggeri figurava anche il figlio della vittima, coinvolto nello schianto insieme agli altri occupanti. Un altro passeggero, un connazionale oggi 31enne, aveva riportato gravi lesioni, con una prognosi iniziale di 43 giorni, mentre altri avevano subito ferite di diversa entità. Le condizioni erano apparse fin da subito critiche anche per lo stesso conducente, trasportato d’urgenza in ospedale e ricoverato in coma a seguito dei traumi riportati.

I soccorsi si erano attivati con un imponente dispiegamento di mezzi: sul posto i vigili del fuoco avevano lavorato a lungo per liberare i feriti dalle lamiere dell’auto distrutta, mentre i sanitari del 118 avevano prestato le prime cure e disposto trasferimenti anche con l’elisoccorso verso strutture ospedaliere attrezzate, tra cui il San Gerardo di Monza.

Le indagini della Polstrada avevano quindi consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di delineare le responsabilità del conducente, confluite nell’accusa di omicidio stradale colposo e lesioni personali stradali gravi. Con il patteggiamento, l’imputato ha evitato il dibattimento, accettando la pena concordata con la procura, chiudendo così sul piano giudiziario una vicenda che aveva avuto conseguenze drammatiche.

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