Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 03 Luglio 2026
La pista della droga dietro alla sparatoria
Castione L’albanese vittima dell’agguato nega, ma la polizia indaga su un traffico di sostanze stupefacenti I clienti delle attività commerciali si sono spaventati vedendo la pistola. Si controllano le telecamere dei locali
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«Non avevo alcun appuntamento sul piazzale dove mi hanno sparato. E quei due individui, forse miei connazionali, li conosco solo di vista e non so assolutamente chi siano, non ne conosco l’identità. Dovete credermi».
È stato a lungo trattenuto negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Sondrio, sino a sera inoltrata, il giovane straniero originario dell’Albania, classe 1994, che nel tardo pomeriggio di giovedì è stato vittima designata di un vero e proprio agguato mentre si trovava all’interno di una Mercedes che, poco prima, aveva raggiunto il parcheggio di alcune attività commerciali ubicate lungo via Nazionale, nel territorio di Castione.
Un tentato omicidio avvenuto in pieno giorno, alle 17.30, con il rischio concreto che potessero venire coinvolti ignari clienti, maturato probabilmente nell’ambito di organizzazioni dedite al traffico di sostanze stupefacenti, probabilmente cocaina. È questa la pista privilegiata battuta in queste ore dai detective della polizia di Stato.
Non a caso giovedì, sul piazzale teatro del grave fatto di cronaca, fra gli investigatori c’era anche Sandro Zubiani, vecchio “segugio” della sezione Narcotici, profondo conoscitore del campo e protagonista in passato di importanti indagini con i colleghi in materia di costosa “polverina bianca”. Il 32enne balcanico dello Stato delle Aquile, ufficialmente residente in un’altra regione italiana, ma da qualche tempo trapiantato in modo stabile in Valtellina, ha detto agli investigatori del commissario Francesco Castaldo di essere al momento disoccupato.
A un certo punto è stato avvicinato da un individuo, sceso da una vettura parcheggiata accanto alla sua, che gli sparato. Un colpo senza centrare l’obiettivo e altri, invece, sono finiti sull’asfalto. Pochi istanti e il mancato assassino è velocemente risalito sulla vettura al cui volante c’era un complice e i due si sono allontanati imboccando la statale 38, in direzione di Morbegno.
I testimoni
I malviventi, come ci hanno riferito ieri alcuni testimoni, fra i lavoratori delle diverse attività presenti nella zona, sono fuggiti con una Golf di colore scuro.
«Una signora spaventata è entrata qui - ha raccontato una giovane commessa di Arcaplanet - e gridando ha detto: “C’è fuori uno che impugna una pistola”. Sono stati momenti di autentico terrore, per il personale e la clientela presente. Nessuno voleva più uscire. La polizia è arrivata in fretta. Purtroppo non siamo dotati di telecamere esterne, come pure la nostra vicina Pittarosso. La vittima, illesa, è scappata con un borsello».
Intanto gli investigatori, nell’inchiesta della Procura di Sondrio di cui sono titolari il procuratore Piero Basilone e la giovane collega Tatjana Ennemoser, hanno subito preso contatti con l’attività di ristorazione davanti alla quale c’è stata la sparatoria.
I controlli
«Il pomeriggio stesso - dichiara Dennis Bianchini, 45 anni, il responsabile della gestione di Drive Kfc, punto di ritrovo abituale di famiglie e giovani - mi hanno chiesto di potere scaricare i video delle nostre telecamere di sicurezza. Ma l’impianto è direttamente collegato alla nostra sede centrale di Reggio Emilia e le immagini registrate verranno trasmesse alla Questura di Sondrio. I poliziotti in borghese si sono fermati a lungo a fare rilievi, a cercare tracce utili anche sull’asfalto, dove ha sostato la Golf nera che alcuni hanno visto fuggire subito dopo gli spari. Mi hanno raccontato che il soggetto contro cui hanno sparato si è poi allontanato a piedi, lasciando parcheggiata qui la sua auto».
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