La Popolare di Sondrio chiude il 2025 con utile netto record di 648 milioni

Approvata la fusione per incorporazione in Bper Banca, con il via libera previsto per il 20 aprile. Crescita per margine di interesse e commissioni nette.

Sondrio

Un altro anno di crescita record. La Popolare di Sondrio archivia il 2025 con risultati preliminari in aumento: l’utile netto è di 648 milioni di euro, il migliore risultato nella storia della banca con un +12,7% rispetto all’anno precedente e un Roe al 16,5%.

I dati sono stati analizzati dal consiglio di amministrazione dell’istituto di credito di piazza Garibaldi guidato dal presidente Andrea Casini, affiancato dal vice presidente Giuseppe Recchi e dal consigliere delegato Elvio Sonnino che ha deliberato anche la convocazione dell’assemblea straordinaria per giovedì 12 marzo per discutere e deliberare la fusione per incorporazione in Bper Banca, il cui switch day è fissato per lunedì 20 aprile.

Il risultato di periodo, al netto delle imposte pari a 297,8 milioni, beneficia della solida crescita dell’attività bancaria caratteristica i cui proventi si attestano a 1.572,4 milioni (+3,1% rispetto al 31 dicembre 2024; margine di interesse +1,1% e commissioni nette +8,3%). Un dato che incorpora anche il positivo contributo derivante dalle attività finanziarie per 126,9 milioni così come la riduzione delle rettifiche di valore nette che ammontano a 31 milioni (-83,3%), mentre risente di una crescita dei costi operativi arrivati a 739,2 milioni (+14,5%), per lo più a causa dei costi straordinari legati all’Opas lanciata da Bper e al conseguente percorso di incorporazione.

Il cost-income ratio si incrementa al 43,7%, al netto dei quali l’indicatore risulterebbe pari al 38%. Gli oneri per la stabilizzazione del sistema bancario risultano pari a 1,7 milioni, in deciso calo rispetto ai 21,3 milioni del 2024; i ratio patrimoniali restano elevati, mostrando un ampio margine rispetto ai requisiti regolamentari; in dettaglio, il Cet1 si attesta al 15,7% mentre il Total Capital si colloca al 19,2%.

L’Npl ratio lordo, anche per effetto delle operazioni di dismissione finalizzate in chiusura d’anno, si riduce al 2,7% rispetto al 2,9% registrato al 31 dicembre 2024. L’incidenza delle esposizioni deteriorate nette, che riflette l’elevato livello degli accantonamenti, si attesta all’1,2%, in lieve incremento rispetto all’1,1% rilevato al 31 dicembre 2024.

La raccolta diretta da clientela risulta pari a 46.575 milioni (+4,7% rispetto a fine 2024). Risultano in incremento sia la componente “core” della raccolta diretta che quella relativa a soggetti istituzionali, da inizio anno, soprattutto grazie alla crescita dei depositi a vista che più che compensa la riduzione dei depositi a scadenza. In crescita lo stock dei prestiti obbligazionari collocati presso investitori istituzionali che si attestano a 3.900 milioni da 3.249 milioni di fine 2024. La raccolta indiretta ammonta a 50.954 milioni in contrazione rispetto ai 52.149 milioni di fine 2024 (-2,3%) soprattutto a causa del deflusso di masse di soggetti istituzionali per i quali è venuto meno il servizio di custodia e amministrazione titoli. Il risparmio gestito risulta pari a 9.339 milioni rispetto agli 8.312 milioni di fine 2024 (+12,4%), evidenziando flussi netti in termini di raccolta per circa 800 milioni, in ulteriore crescita rispetto alla già positiva dinamica dello scorso esercizio. Il risparmio amministrato ammonta a 41.615 milioni rispetto ai 43.837 milioni del 2024 (-5,1%); la raccolta assicurativa ammonta a 2.361 milioni rispetto ai 2.190 milioni (+7,8%), con flussi netti positivi pari a circa 120 milioni, in significativa crescita rispetto all’andamento, a sua volta positivo, osservato a dicembre 2024.

I finanziamenti verso clientela ammontano a 36.753 milioni, in incremento rispetto ai livelli di fine 2024 (35.027 milioni; +4,9%). Le erogazioni del periodo hanno registrato un rilevante incremento, attestandosi ad oltre 6 miliardi: erano 5,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente (+7,5%). Crescono soprattutto i prestiti chirografari a favore delle imprese (2.655 milioni; +28,9%) e i mutui residenziali a beneficio delle famiglie (2.000 milioni; +32,7%). Gli indicatori di liquidità continuano ad attestarsi a livelli elevati: quello di breve periodo (Liquidity Coverage Ratio) al 163% mentre quello di medio periodo (Net Stable Funding Ratio) al 134%.

È attesa per domani anche l’approvazione dei risultati preliminari consolidati del Gruppo Bper sempre relativi al 2025.

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