L’app per trovare il coinquilino ideale, l’idea di due studenti valtellinesi

L’app creata da due studenti valtellinesi fuori sede, grazie ad un algoritmo, metto in contatto domanda e offerta di alloggi valutando affinità e abitudini.

Sondrio

Calzini che finiscono misteriosamente nel microonde, pile insormontabili di piatti da lavare, orari inesistenti, aperitivi casalinghi che si perdono in nottate alcoliche, sconosciuti che girano per casa a qualunque orario. Altro che studio. Sono cronache di vita da fuorisede. Universitari in trasferta a Milano reduci da convivenze impossibili, infelici, intollerabili per diversità di stili di vita, abitudini, atteggiamento. Giada Casparri e Michele Scarinzi, scesi da Sondrio nella ’city’ per motivi di studio, di storie così ne hanno sentite davvero troppe, parlando tra coetanei e compagni di facoltà. Per questo hanno pensato a Mate, un sito (mateapp.it; a giorni anche un’app scaricabile direttamente sullo smartphone) che permette di trovare casa, una stanza, un posto letto o un alloggio, «a partire dal coinquilino giusto».

Scegliere la propria sistemazione considerando non solo l’immobile, ma mettendo al centro la persona con cui si andrà a convivere. L’idea ha preso forma grazie al contributo tecnico e informatico del loro amico Mattia Siri, dalla provincia di Milano, con il quale i due ragazzi hanno formato un team giovane (il più “anziano” ha 24 anni) e sensibile alle avanguardie tecnologiche. Sono menti fresche e brillanti, insomma, cresciute, nel caso di Giada e Michele, a montagne, tecnologia e ora - ultimo ingresso dirompente nella società - l’intelligenza artificiale. Studi di economia e finanza, tra la Cattolica e la Bocconi, esperienze all’estero che hanno allargato mentalità, prospettive e orizzonti.

«A Milano stare per conto proprio da studenti è una cosa rarissima, con i prezzi che ci sono. Conosco anche dei trentenni che hanno già un lavoro e vivono in condivisione con cinque o sei persone – dice Giada, la studente valtellinese – però va bene adattarsi, ma forse, quando si prende casa, sarebbe meglio sapere prima insieme con chi si va ad abitare, da lì è nata l’idea di Mate». Funziona come una specie di piattaforma di incontri (con tanto di foto del profilo). Chi cerca casa in condivisione compila un questionario con le proprie esigenze, il budget, le abitudini quotidiane («quanto tempo passi in casa?»), le priorità («quanto conta per te la pulizia?»). Lo stesso fa chi offre un posto letto, una stanza (ovviamente alla base di tutto con la proposta economica, la posizione in città). Nel caso di interesse reciproco, un algoritmo calcola un “indice percentuale di compatibilità”, tra chi offre e chi cerca, in vista di una possibile convivenza.

«Nel mondo della ricerca degli alloggi per gli universitari regna il caos – conferma Michele Scarinzi, anche lui cresciuto a Sondrio – a Milano come nel resto del mondo; l’ho constatato di persona a Lisbona. Ho avuto la fortuna di trascorrere un periodo a Rio De Janeiro, dove stavo in un residence, e penso che Mate possa funzionare anche in quel caso; in generale ci si butta a capofitto tra gli annunci sui social network, una vera giungla, ma la fretta, in questi casi, è la peggior nemica. Ci si trova in casa, a volte addirittura nella stessa stanza, con persone dallo stile di vita opposto al proprio, noi con Mate, vorremmo fare sì che andare a vivere insieme sia un’esperienza serena».

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