Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 09 Gennaio 2026
Melavì nomina i liquidatori: assemblea per salvare i crediti
Via libera all’individuazione dei soggetti che dovranno gestire la fase di liquidazione della cooperativa. Nominato anche un gruppo di supporto.
Ponte in Valtellina
Niente scossoni nell’assemblea dei soci della cooperativa ortofrutticola Melavì con sede legale a Ponte in Valtellina, riunitasi oggi pomeriggio all’auditorium di Villa di Tirano per decidere in ordine alla designazione dei liquidatori, le figure chiamate a traghettare la società agricola nella fase del suo scioglimento fino alla pronuncia ultima del Tribunale di Sondrio.
Una cinquantina i soci presenti, fra conferitori e non conferitori, unitamente a Daniele Pasini, presidente, ai componenti del consiglio di amministrazione e al commercialista che, da anni, segue la società cooperativa, Paolo Roscio.
Lo stesso che il cda aveva proposto come liquidatore unico nell’ultima assemblea del 14 dicembre scorso incontrando la perplessità di parte della compagine societaria, che avrebbe voluto nominare anche un liquidatore di propria fiducia che garantisse discontinuità rispetto al passato.
Nessuna pregiudiziale contro Paolo Roscio, si intende, avevano precisato i soci dissenzienti, ma proprio la volontà di poter contare su una figura di loro riferimento in una fase così delicata per la società come quella attuale. Il cda aveva accettato questa soluzione rinviando la seduta alla giornata di ieri per la nomina dei liquidatori e così è stato.
Per il cda è rimasto sul tavolo il nome di Paolo Roscio, confermato, mentre l’assemblea sociale ha proposto Edj Polinelli, commercialista di Bianzone. I nominativi sono stati messi ai voti e sono passati con ampia maggioranza. Solo quattro contrari e nessun astenuto.
«Siamo soddisfatti – dicono dall’assemblea –, perché le nostre richieste sono state accolte e ora ci sono due liquidatori a gestire questa fase anche se, ovvio, l’ultima parola spetta sempre al Tribunale. É stata un’assemblea tranquilla, si è svolta in modo ordinato, e per ora va bene così», sempre, ovvio, nella speranza di recuperare i crediti che i soci vantano e si parla di 4,2 milioni di euro in mancato introito dal raccolto del 2024 e ultimo rateo del 2023 e di 2,8 milioni di euro in depositi bloccati sul libretto della società.
«Tutti noi vorremmo recuperare i nostri crediti, è pacifico – dice Daniele Pasini, presidente di Melavì – e speriamo che il Tribunale accolga la nostra proposta di piano concordato semplificato perché, secondo noi, non c’è altra strada per poter soddisfare i creditori fra cui anche i soci».
In Tribunale, infatti, la società ha depositato il piano semplificato che, se accettato dai giudici (cioè omologato), darebbe la possibilità di cessare l’attività senza ricorrere al «fallimento» vero e proprio, ma di vicenda complessa si tratta tuttora al vaglio dei giudici civili e che verrà affrontata nella seconda udienza del 19 febbraio prossimo.
Ma c’è un’altra novità da registrare, perché in seno all’assemblea è stato anche nominato un gruppo di lavoro che supporterà i due liquidatori e farà anche da tramite fra gli stessi e i soci.
«Si tratta di sei persone che supporteranno i dottori Roscio e Polinelli e saranno competenti per territorio – dice il presidente Pasini –. Due per Villa di Tirano, due per Ponte in Valtellina e due per Tovo Sant’Agata. Precisamente, per quest’ultima zona sono stati nominati Giambattista Pruneri e Benito Marchesi, per Ponte in Valtellina, Daniele Pasini stesso e Giuseppe Sertori, e per Villa di Tirano, Edoardo Borserio, mentre siamo in attesa di conferma all’accettazione del ruolo da parte di un’altra persona».
Questa è la situazione allo stato attuale e, ora, il prossimo step, è in aula Carmelo Guadagnino, in Tribunale, il 19 febbraio prossimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA