Melavì: nuovo rinvio in Corte d’Appello, si decide l’8 ottobre

Lettura 1 min.

Ponte in Valtellina

La prima udienza in Corte d’appello a Milano per decidere in merito al reclamo contro la sentenza del Tribunale di Sondrio di diniego dell’omologa del concordato semplificato per gestire la liquidazione della società agricola cooperativa Melavì di Ponte in Valtellina in house, senza ricorrere alla procedura giudiziale, un tempo si sarebbe detto fallimentare, si era tenuta il 2 luglio e risolta con un rinvio al 17 settembre per vizi di notifica degli atti, ma anche giovedì scorso non si è entrati nel merito della vicenda. L’udienza ha subìto infatti un nuovo rinvio, all’8 ottobre, ancora per problemi di natura del tutto tecnica. Alcuni atti attesi sono stati inviati dalle parti alla Corte per via telematica, tramite i sistemi informatici della stessa, che, però, non riescono a ricevere la documentazione della sezione fallimentare, per cui devono essere inoltrati in altro modo. Insomma, un disguido del tutto tecnico che fa scivolare in avanti di pochi giorni, fortunatamente, il tutto, perché l’8 ottobre non sono attesi altri incagli procedurali e si dovrebbe iniziare ad affrontare la questione nel merito.

Gli ormai ex vertici della società agricola, per il tramite dei legali della stessa, l’avvocato Gianfranco Benvenuto del foro di Milano, e d’intesa con i liquidatori nominati dalle ultime assemblee dei soci del dicembre 2025 e del gennaio 2026, Paolo Roscio ed Edj Polinelli, hanno opposto infatti reclamo alla decisione del giudice collegiale di Sondrio del 26 marzo scorso che ha deciso per la liquidazione giudiziale incaricando di supervisionare tutte le fasi liquidatorie, compreso l’accertamento dello stato passivo, il giudice delegato Francesco Zapparoli e i curatori Simone Martinalli e Marco Riva. E, al riguardo, una prima udienza per l’esame del passivo si è tenuta il 21 luglio scorso nella stanza del giudice delegato del Tribunale di Sondrio e più di 80 i creditori insinuatisi, mentre una seconda udienza è fissata per il 5 novembre, anche se, nelle more del giudizio della Corte d’appello sul reclamo presentato, è stato chiesto ai liquidatori di soprassedere rispetto alle operazioni più impattanti, quali potrebbero essere le vendite di beni. Una società cessata, Melavì, è un dato di fatto, ma con un’esposizione debitoria elevata e una procedura fallimentare del tutto aperta, complicata, come accade quando le separazioni, i divorzi, di qualsiasi natura, non sono consensuali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA