Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 05 Gennaio 2026
Melavì verso lo scioglimento: ultima assemblea prima della decisione del Tribunale
La cooperativa agricola, con sede a Ponte in Valtellina, ha convocato i soci per definire le modalità di liquidazione. Nodo cruciale la scelta del liquidatore dopo i contrasti interni.
Ponte in Valtellina
Nelle more delle decisioni che verranno assunte dagli organi del Tribunale di Sondrio in merito all’accettazione (in gergo, omologa) o meno del Piano di concordato preventivo semplice presentato dalla società agricola Melavì con sede legale a Ponte in Valtellina, cessata e i cui uffici sono vuoti dal 1° novembre scorso, il consiglio di amministrazione della stessa ha indetto per venerdì 9 gennaio, alle 17, all’auditorium di Villa di Tirano, una ennesima assemblea generale dei soci con, all’ordine del giorno, le comunicazioni del presidente e lo scioglimento della cooperativa con la definizione delle modalità di liquidazione e la designazione del liquidatore o dei liquidatori.
Quest’ultimo punto era risultato particolarmente controverso nell’ultima assemblea, quella del 14 dicembre dello scorso anno, quando Daniele Pasini, presidente, unitamente al cda, aveva indetto analoga assemblea a Villa di Tirano, nella quale, soprattutto i soci non conferitori, avevano avanzato dei distinguo circa il nome del designato liquidatore.
Il cda di Melavì aveva proposto quello di Paolo Roscio, commercialista che da anni segue Melavì e che era nell’aula Carmelo Guadagnino del Tribunale di Sondrio, il 16 ottobre scorso, ammesso ad assistere all’udienza, nome che avrebbe garantito la continuità fra la passata gestione e la pur delicata fase di liquidazione, mentre i soci non conferitori avrebbero voluto optare per la discontinuità. Si era deciso di rinviare la discussione ad altra data per dare la possibilità ai soci di individuare una persona disponibile ad assumere il ruolo, anche in tandem con Paolo Roscio, perché le figure designate possono essere anche due.
Il fatto che l’assemblea si riunisca a stretto giro di posta fa pensare che un’intesa, al riguardo, sia stata raggiunta, ma per le determinazioni ultime occorre attendere venerdì. Ovviamente si tratta di un passaggio formale, perché tutto dipenderà da cosa deciderà poi il Tribunale a febbraio in tema di omologa del Piano.
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