Morto a Rimini, lutto a Tresivio. Il sindaco: «La comunità è scossa»

L’uomo era originario di Torre Santa Maria e viveva a Tresivio. La Procura dispone gli accertamenti per chiarire le cause del decesso.

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Tresivio

È Alberto Scilironi, 88 anni, originario di Torre Santa Maria e residente da molti anni a Tresivio, la vittima della tragedia avvenuta martedì mattina nelle acque di Rivazzurra, a Rimini. La conferma è arrivata oggi, quando in municipio è stata recapitata la comunicazione ufficiale da parte delle autorità, ponendo fine all’incertezza che aveva caratterizzato le ore successive al dramma.

Scilironi è stato notato privo di sensi mentre galleggiava a poca distanza dalla battigia, all’altezza del Bagno 124. I soccorritori del 118 lo hanno riportato a riva e hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni intervento si è rivelato inutile. La Procura ha disposto gli accertamenti di rito per chiarire le cause del decesso. Tra le ipotesi resta quella di un malore improvviso seguito dalla sindrome da sommersione.

«La comunità è scossa dalla tragedia e si stringe attorno ai familiari di Scilironi, che vivono in Valmalenco» afferma il sindaco di Tresivio, Ferdinando Baruffi. «Viveva da tanti anni a Tresivio dopo aver lavorato a lungo in Svizzera. Qui abitava con la moglie; dopo la sua scomparsa era rimasto vedovo e viveva da solo. Era una persona schiva e solitaria, ma non faceva mai mancare la sua presenza quando c’era qualche iniziativa o un incontro degli alpini, di cui faceva fieramente parte. Siamo davvero dispiaciuti per questa perdita».

Non è ancora stato chiarito se l’88enne si trovasse sulla riviera romagnola da solo oppure insieme ad altre persone. Conclusi gli accertamenti disposti dalla Procura e ottenuto il nulla osta alla sepoltura, la salma potrà fare ritorno in Valtellina, dove i familiari potranno organizzare l’ultimo saluto.

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