Navette a Campo Moro: «In tre mesi oltre 18mila utenti»

Terminato domenica il servizio di collegamento a Campo Moro. Il sindaco: «Spesi circa 250mila euro. E abbiamo ricevuto solo complimenti»

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Valmalenco

«L’impegno è stato enorme da parte di tutti, ma il bilancio è positivo. Mai avremmo pensato di poter arrivare a numeri simili e ringrazio tutti coloro che si sono resi disponibili nell’effettuare i trasporti, unitamente a Regione e provincia per il contributo assicurato. Abbiamo trasportato 18mila persone in quasi tre mesi su quattro pulmini, dall’arrivo del sentiero del Furnèl a Campo Moro, per più di 40mila chilometri percorsi, quasi 11mila a pulmino».

A dirlo è Marco Negrini, sindaco di Lanzada, al termine dei quasi tre mesi di attività di trasporto degli escursionisti dall’arrivo del sentiero del Furnél fino all’alta quota, essendo la strada comunale per Franscia e per Campo Moro interdetta al traffico dall’11 novembre dello scorso anno a causa dell’enorme frana staccatasi da sopra la galleria artificiale.

La situazione

Il distacco non aveva fatto vittime, perché il tracciato era già stato prudenzialmente interdetto al traffico date le avvisaglie di crollo imminente, anche se sono due i morti conseguenti a questa situazione emergenziale a partire dall’operaio di 29 anni della Fitzcarraldo di Valmadrera vittima dell’incidente elicotteristico del 4 dicembre.

E poi l’agricoltore di 53 anni di Lanzada, finito nel bosco con il suo piccolo fuoristrada mentre stava risalendo la pista del Furnèl, con un mezzo non autorizzato al transito su quel tracciato.

«Sapevamo sin dall’inizio che non sarebbe stato facile organizzare un servizio di trasporto simile e siamo consapevoli di quelli che sono stati i suoi limiti – dice il sindaco – sia in termini della mancata fermata a Franscia sia del divieto di portare cani. Purtroppo, però, non potevamo fare altrimenti se non potenziando ulteriormente il servizio con la presenza di ulteriori navette e non sarebbe stato possibile. Già così i costi sostenuti sono stati parecchi, si parla di circa 250mila euro, in buona parte ripagati, però, da Regione Lombardia e Provincia di Sondrio che ci hanno garantito un contributo di 200mila euro e per questo li ringraziamo molto».

Il servizio, partito il 20 giugno scorso, è terminato domenica «ancora a pieno regime». Tra l’altro, «in molti ci hanno chiesto di proseguire, ma non ci è possibile – dice il sindaco – tenuto anche conto che le attività agricole si sono trasferite a valle e buona parte dei rifugi ha chiuso i battenti. Ora, attenderemo il varo della strada per poter portare a valle i pulmini, due dei quali verranno restituiti a Gianolini che ce li aveva dati a noleggio, mentre due resteranno in dote a noi e non è detto che il prossimo anno non li si possa riutilizzare come navette da Franscia a Campo Moro».

Input in questo senso «sono arrivati. E l’idea potrebbe essere quella di interdire la tratta al traffico un giorno a settimana in modo da far respirare un po’ l’alta quota, diversamente invasa dai veicoli».

Gli altri numeri

Quindici gli autisti volontari, fra cui tre ragazze, che si sono alternati alla guida dei mezzi e che il sindaco ringrazia enormemente per «la disponibilità, la professionalità e la serenità: mai una lamentela ci è giunta, solo parole positive».

E ringrazia anche Francesco Nana, il suo vice che ha seguito tutta l’organizzazione del servizio insieme a Roberto Pinna, direttore del Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco, con il prezioso supporto di Lorenzo Salvetti, del Corpo nazionale del soccorso alpino della Valmalenco.

Ora l’obiettivo è riaprire al più presto la strada, «in primis a beneficio delle attività di cava che hanno molto sofferto la chiusura, per cui puntiamo a farlo per i primi di ottobre. Poi, piano piano, lavoreremo a ripristinare il tratto per la fruizione di tutti in modo da permettere alle attività in quota di tenere aperto quest’inverno».

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