Olimpiadi, un successo anche per il capoluogo Sondrio

Il successo degli eventi olimpici a Sondrio ha superato le aspettative. L’Apf Valtellina evidenzia la necessità di capitalizzare l’esperienza per il futuro turistico.

Sondrio

Tredicimila presenze per gli eventi dentro e fuori la tensostruttura di piazza Garibaldi dal 6 al 21 febbraio, cui si aggiungono le cinquemila di fine gennaio per l’arrivo della fiaccola olimpica. Basterebbero questi numeri, incredibili per un capoluogo considerato da tutti un po’ sonnolento, per dichiarare la scommessa a cinque cerchi di Sondrio - per qualcuno alla vigilia, un azzardo -, vinta. Ma non è solo questo perché ai dati si aggiungono uno spirito, un’atmosfera, in qualche modo un’armonia, che non si erano mai vissuti e che forse rappresentano la vera conquista. Ora che le luci si sono spente e la tensostruttura smontata resta la responsabilità di non disperdere quel patrimonio.

All’indomani della chiusura di Milano Cortina la consapevolezza che qualcosa di eccezionale sia accaduto è comunque palpabile. Non lo nascondono il presidente dell’Apf Valtellina Elio Moretti e il dirigente provinciale Evaristo Pini che, insieme al loro staff, provano a tracciare un primo bilancio delle attività svolte. A cominciare proprio dal capoluogo, perché la pur impegnativa attività a Milano nei media center e nelle sedi di gara valtellinesi a Bormio e Livigno, aveva una valenza diversa. Più facile coinvolgere le persone nel cuore delle competizioni che portare la suggestione olimpica a Sondrio.

«Questa era la sfida più difficile ed è stata vinta» dice Moretti. «I numeri ci danno ragione, ma soprattutto lo fanno le testimonianze positive delle persone. Tutti coloro con cui abbiamo parlato si sono detti felicissimi». In generale c’è stato un grande afflusso di persone intorno alla piazza, dalla mattina alla sera, e non soltanto di residenti o italiani. Per la prima volta in città, come ricordano dall’Apf, si è sentito parlare portoghese e norvegese: un’internazionalizzazione inedita.

Il momento della svolta è stato l’arrivo della fiaccola. «Fino a quel giorno non si respirava tanto il clima olimpico» ammette Pini, «ma quel giorno, le cinquemila persone presenti che ci hanno dato anche qualche preoccupazione per la sicurezza, ci hanno mostrato che qualcosa era. Tutti hanno capito l’importanza dell’evento storico».

A dimostrazione che l’idea di organizzare il “villaggio” a Sondrio è stata lungimirante. «Ci abbiamo lavorato per quattro mesi» dice Moretti. «Abbiamo messo insieme le energie migliori del territorio e i risultati sono arrivati. Siamo stati anche fortunati perché tenere l’attenzione alta per così tanti giorni è complicato, e bisognava avere i volontari che lavorassero tante sere di fila con lo stesso entusiasmo. È stato così grazie alle nostre associazioni».

L’esperienza insieme alla soddisfazione lascia anche tanta responsabilità: non perdere l’abbrivio e fare in modo che Sondrio, da tempo alla ricerca della sua identità, prosegua lungo questo solco.

«Negli ultimi anni tra la Wine trail e adesso l’Olimpiade il capoluogo ha sempre superato le prove brillantemente» sottolinea Moretti: «bisogna lavorare in questa direzione. Le serate andate così bene dimostrano che ci sono forti potenzialità da portare avanti. E questo è un bene per tutta la provincia. Sondrio diventa fulcro dell’offerta della media valle, legata anche all’acqua, al rafting, alla pesca. Bisogna partire da qui: questo non è un punto di arrivo, ma di partenza».

Sondrio hub turistico della media valle con un forte legame con le sue montagne, a partire dalla Valmalenco. Sono stati gli eventi dell’Apf a consolidare questo rapporto reso evidente dalla cabina della vecchia funivia installata in piazza Garibaldi. Un simbolo che sarebbe importante lasciare in città - magari in piazzale Bertacchi - come esempio e monito: la rappresentazione plastica della cabina di regia turistica saldamente nelle mani dell’Apf e il legame tra il capoluogo e le sue località sciistiche.

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