Oltre le barriere, a Bianzone ambiente e inclusione si incontrano

Il festival promosso da Il Contatto ha coinvolto scuole, associazioni e cittadini tra natura, salute mentale e accoglienza. Laboratori, fotografia, cinema e attività esperienziali per abbattere le barriere fisiche, culturali e sociali

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Bianzone

Unire la tutela dell’ambiente alla cura delle fragilità umane, abbattendo ogni barriera fisica, culturale e mentale. Un esempio è venuto dal festival “Oltre le barriere – Giornate mondiali della salute mentale e delle fragilità planetarie” promosso a Bianzone dall’associazione Il Contatto con il patrocinio del Comune e della Provincia di Sondrio e con il contributo del Bim. A inaugurare il festival è stata la suggestiva mostra fotografica “Istanti rubati a madre natura” di Susi Vettovalli con scatti di straordinaria bellezza dedicati alla flora e alla fauna alpina della provincia di Sondrio. Nell’ambito delle attività della scuola, oltre 100 alunni della scuola primaria di Tirano e Bianzone sono stati coinvolti nell’azione didattica “Essere amici e custodi di Gaia”. Partendo dal sagrato della Madonna del Piano, i bambini, guidati dai volontari dell’associazione, hanno esplorato alcuni angoli verdi di Bianzone partecipando ad attività pratiche ed esercizi sensoriali e respiratori per rafforzare il legame profondo con l’ambiente naturale. Durante il laboratorio, Susi Vettovalli ha mostrato gli “strumenti del mestiere”, facendo provare i bambini a mimetizzarsi all’interno della tenda fotografica e mostrando loro gli scatti naturalistici. Tra le tante domande curiose dei bambini, è emerso l’insegnamento fondamentale che si cela dietro ogni foto della fauna selvatica: occorrono grande pazienza, silenzio, profondo rispetto per la natura e un pizzico di fortuna.

Nel corso del festival c’è stata la presentazione delle realtà partner che collaborano con Il Contatto come il festival Terra Lenta, che si tiene ogni settembre a Cecina a cura degli Amici della natura del Gran Pino, e l’associazione Dappertutto attiva dal 2009 per abbattere sia le barriere architettoniche sia quelle culturali e mentali. A seguire, l’incontro curato da Jennifer Zucca ha stimolato una profonda riflessione sui temi dell’identità, dell’appartenenza e dell’accoglienza. Mettendosi nei panni di chi affronta l’esperienza di lasciare il proprio Paese, i partecipanti hanno esplorato come nascono i pregiudizi e come l’empatia e l’ascolto possano superare gli stereotipi. L’incontro si è concluso con la creazione di un messaggio collettivo di accoglienza e inclusione.

È seguito il laboratorio condotto da Hadi Habibnejad ed Alessio Castelanelli, incentrato sul linguaggio corporeo. Attraverso esercizi pratici, movimento e improvvisazione guidata, i partecipanti hanno sperimentato come gesti, sguardi e spazi raccontino emozioni e relazioni prima ancora delle parole, permettendo di superare le barriere linguistiche e culturali. A coronamento del percorso, è stato proiettato il cortometraggio “Oltre” per affrontare con il pubblico i temi della fragilità emotiva, delle relazione interpersonali e della capacità di superare i momenti di difficoltà, dimostrando la forza del cinema e dell’arte come strumenti di consapevolezza e dialogo per una società davvero senza barriere.

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