Piateda, consulenza dell’Università di Torino sulla ricerca di uranio

Il Comune affiderà un incarico al dipartimento di Ingegneria dell’ambiente per valutare il progetto di ricerca mineraria in Val Vedello. Il sindaco Marchesini: «Tema complesso, coinvolgeremo anche Comunità montana, Parco delle Orobie e Provincia».

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Piateda

Si affiderà per un incarico di consulenza all’Università di Torino l’amministrazione comunale di Piateda in merito all’iter legato alla ricerca mineraria sul suo territorio. Nei mesi scorsi, come noto, c’è stato l’interessamento di una società a riprendere le ricerche minerarie in Val Vedello e a Novazza, nel Comune bergamasco di Valgoglio. La società Canoel spa, a cui è subentrata Futuro Energetico Italiano srl, ha presentato a Regione Lombardia la richiesta di permesso di ricerca mineraria per uranio e minerali associati finalizzato ad approfondire le indagini avviate a partire dagli anni ‘70 da AgipMineraria. «La richiesta presentata ha come oggetto la possibilità di condurre, per la durata di tre anni, attività di ricerca e non di coltivazione – spiega l’amministrazione comunale di Piateda, guidata dal sindaco, Simone Marchesini -. L’estrazione del materiale, qualora si rilevasse perseguibile al termine delle attività di ricerca, sarà oggetto di un nuovo iter autorizzativo separato da quello oggi in corso. Attualmente è stata presentata, il 14 luglio scorso, dalla ditta Futuro Energetico la Valutazione di impatto ambientale (Via), di competenza ministeriale. I documenti non sono stati ancora pubblicati sul sito del Ministero per la fase di consultazione pubblica. Non appena la documentazione verrà pubblicata, ci saranno 60 giorni in cui qualsiasi persona, fisica o giuridica, in forma singola o associata potrà presentare le proprie osservazioni». Le fasi del procedimento, e quindi la pubblicazione dei documenti di Via, possono essere seguiti al seguente indirizzo https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/12119. «Vista la complessità del tema e le implicazioni sulle varie componenti ambientali e antropiche dell’attività in oggetto, come amministrazione affideremo all’Università di Torino, dipartimento di ingegneria dell’ambiente, del territorio e delle infrastrutture, un incarico di consulenza – prosegue -. Stimoleremo parallelamente il coinvolgimento degli enti sovracomunali (Comunità montana, Parco delle Orobie e Provincia) per affrontare congiuntamente l’iter amministrativo legato alla richiesta di permesso di ricerca. Non appena la documentazione ambientale sarà disponibile per la consultazione daremo comunicazione alla cittadinanza».

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