Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 30 Giugno 2026
Più acqua dai grandi invasi idroelettrici: accordo tra Regione e gestori
Accordo tra Regione e concessionari Enel, A2a ed Edison per riversare 4 milioni di metri cubi al giorno verso il Lario. Serve per l’irrigazione dei terreni agricoli sul bacino del fiume Adda.
Lettura 1 min.Quattro milioni di metri cubi d’acqua al giorno per i prossimi quindici giorni. È questa la misura concordata dalla Regione Lombardia con i gestori dei grandi invasi idroelettrici a monte del lago di Como per affrontare una situazione che, con il caldo e l’assenza di precipitazioni significative, continua a destare preoccupazione.
L’intesa è stata raggiunta a Palazzo Lombardia tra l’assessore regionale alla Montagna, Enti locali e Risorse idriche, Massimo Sertori, e i concessionari delle dighe - Enel, A2A ed Edison - e prevede un incremento dei rilasci verso il Lario per garantire portate adeguate lungo il fiume Adda e sostenere la stagione irrigua nel periodo di massima richiesta d’acqua.
«Con questo accordo - afferma Sertori - dovremmo riuscire a mantenere, per i prossimi quindici giorni, deflussi sufficienti alle necessità principali dei terreni agricoli che insistono sul bacino del fiume Adda». L’assessore sottolinea però che l’emergenza non può dirsi superata. «Permangono criticità che saranno affrontate durante il Tavolo regionale permanente sulla crisi idrica, già convocato per domani (2 luglio) – ricorda -. In quella sede definiremo le strategie per affrontare le prossime settimane, fondamentali per il comparto agricolo».
Il rilascio concordato ammonta complessivamente a 60 milioni di metri cubi nell’arco di due settimane e punta a compensare il divario tra gli afflussi naturali e i fabbisogni a valle, evitando un ulteriore abbassamento del livello del lago di Como proprio nel periodo più delicato dell’estate.
L’accordo arriva dopo settimane di confronto tra Regione, concessionari idroelettrici, Consorzi di bonifica e rappresentanti del mondo agricolo. Le elevate temperature, unite alla scarsità di piogge, hanno infatti riportato al centro il tema della gestione della risorsa idrica, con richieste sempre più pressanti di aumentare i rilasci dagli invasi alpini. Secondo le stime, i grandi serbatoi idroelettrici della Lombardia dispongono attualmente di riserve pari a circa 130 milioni di metri cubi.
Nei giorni scorsi, nel corso dell’assemblea dell’Anbi Lombardia, il presidente Alessandro Rota aveva evidenziato la necessità di affrontare il cambiamento climatico attraverso uno sforzo collettivo. «Attraverso il Tavolo regionale permanente per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica – aveva detto - stiamo assumendo decisioni condivise per salvaguardare una risorsa sempre più preziosa e garantire risposte efficaci al comparto agricolo». Non resta che attendere la riunione di domani per capire quali altri provvedimenti saranno presi.
Intanto l’intesa raggiunta rappresenta una prima risposta a un’estate che si annuncia a dir poco complessa sul fronte idrico. La sfida resta quella di trovare un equilibrio tra l’acqua destinata all’agricoltura, la necessità di mantenere il livello del lago a tutela della navigazione e delle attività turistiche e la salvaguardia delle riserve nei grandi invasi alpini, indispensabili per la produzione idroelettrica.
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