Poggiridenti, non risponde al telefono: trovato morto in casa

Rodolfo Giorgetti, 73 anni, è stato con tutta probabilità stroncato da un malore nella sua abitazione, dove viveva solo. I familiari hanno allertato l’Areu perchè non riuscivano a contattarlo

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Poggiridenti

Non rispondeva alle ripetute chiamate dei familiari che cercavano di mettersi in contatto con lui per sincerarsi che stesse sempre bene e allora questi ultimi, a un certo punto, attorno alle 11.30 di sabato, hanno dato l’allarme ai soccorsi di Areu (Agenzia regionale emergenza e urgenza), preoccupati di non riuscire a rintracciare il proprio congiunto al telefono.

Le preoccupazioni, purtroppo, si sono rivelate fondate, in quanto quando sono giunti all’abitazione al numero civico 48 di via Masoni, a Poggiridenti, il pensionato si trovava all’interno dell’alloggio senza vita.

Non si conoscono ancora, al momento, i motivi precisi del decesso di Rodolfo Giorgetti, 73 anni, ma l’ipotesi più accreditata è riconducibile a cause del tutto naturali: probabilmente a stroncarlo è stato un improvviso infarto che non gli ha lasciato scampo. I sanitari, intervenuti con un’ambulanza della Croce Rossa Italiana, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

In ogni caso i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sondrio, sul posto unitamente ai Vigili del fuoco del Comando provinciale, hanno dato l’incarico agli addetti delle Onoranze Funebri Nesa di Sondrio di trasportare la salma dell’uomo all’obitorio dell’ospedale civile del capoluogo valtellinese, come da disposizioni ricevute dal magistrato di turno Daniele Carli Ballola.

Nelle prossime ore, nella Camera mortuaria, sarà disposta la semplice ricognizione cadaverica e quasi sicuramente subito dopo i magistrati concederanno il nulla osta per la consegna della salma alla famiglia che potrà così organizzare, per i prossimi giorni, il funerale del proprio caro.

I pompieri, una volta chiamati per l’intervento al primo piano dello stabile, non hanno dovuto ricorrere alla forzata apertura della porta d’ingresso dell’appartamento occupato dalla vittima, in quanto poco prima erano giunti i congiunti di Giorgetti in possesso delle chiavi.

Si dovrà ora stabilire a quando risale la morte, ma non dovrebbe rendersi necessario il ricorso all’autopsia per accertare l’ora e la data presunta che dovrebbero essere ravvicinati rispetto al momento del ritrovamento avvenuto fra le pareti domestiche dove il 73enne viveva del tutto solo e in autonomia.

Michele Pusterla

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