Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 25 Febbraio 2026
Quanta generosità nel ricordo di Sebi: «Una corsa al dono»
Oltre 160mila euro per il Soccorso alpino in memoria dell’uomo travolto da una valanga. La moglie: «C’è vicinanza e affetto, ci dà tanta forza»
Sondrio
Sono 60.146 gli euro raccolti ad oggi per il Soccorso alpino valtellinese in memoria di Sebastiano Erba, 35 anni, di Sondrio, sposato e padre di due bambine, morto il 7 febbraio scorso sul Meriggio, travolto da una valanga staccatasi mentre cercava di portare aiuto ad altri due scialpinisti in difficoltà.
Uno di loro, Alfio Muscetti, 46 anni, di Sondalo, era rimasto sepolto sotto la neve ed è morto, mentre Igor, suo fratello, si è salvato e si sta riprendendo piano piano dalla tragedia. Con lui e con la moglie di Alfio, Valeria, madre di Caterina, 12 anni, e di Valentino, 11, si è sentita Elena Paindelli, moglie di Sebastiano Erba e mamma di due bimbe in tenerissima età.
«C’è vicinanza, solidarietà, affetto intorno a noi - dice Elena -, qualcosa di commovente, che ci dà tanta forza. Quando siamo partiti con la raccolta fondi per il soccorso alpino, io, insieme ai fratelli di Sebastiano, Gabriele, Maddalena e Pietro, non pensavamo minimamente di arrivare a tanto. Avevamo messo come obiettivo 50mila euro, ma tanto per indicare qualcosa, mai più pensando di raggiungerlo. Invece è stata una corsa al dono che ci ha fatto molto piacere».
Per un totale di 734 donazioni cui altre, volendo, possono aggiungersene, perché la campagna resterà attiva per altre due settimane ed Elena ha diffuso l’iniziativa ulteriormente con locandine affidate ai negozianti di Sondrio subito recettivi.
«Ho sentito la VII delegazione Valtellina e Valchiavenna del Corpo nazionale del soccorso alpino - dice Elena -, per un primo feedback, ma sono molto impegnati in questo periodo con le olimpiadi e la fase post olimpica, per cui ci siamo detti che ci risentiremo più avanti, per capire come impiegare i soldi raccolti. Ci diranno loro come sarebbe meglio utilizzare i fondi in base alle loro necessità. Per noi era importante fare qualcosa per i soccorritori che hanno riportato a valle Sebastiano e che aiutano tutti coloro che amano la montagna».
Sebastiano ed Elena, con le figlie Dorotea, tre anni, e Anita, sette mesi, erano costantemente in montagna.
«Sebastiano aveva insegnato a Dorotea a sciare e proprio sabato pomeriggio (7 febbraio) avrebbe dovuto portarla ad Aprica per una lezione di sci con un suo amico maestro – dice Elena -, ma la piccola era reduce da un malanno ed ho preferito evitare che trascorresse tempo al freddo. Così Sebi si è trattenuto un po’ di più in montagna, non avendo particolari impegni al pomeriggio. Intorno alle 13.30, però, ho controllato la posizione sul cellulare e mezz’ora dopo ho visto che era sempre ferma nello stesso punto e mi è parso strano. Poi, quando ho sentito gli elicotteri ed ho visto che si dirigevano sul Meriggio, ho capito che poteva essere successo qualcosa, ma non pensavo mai ad un incidente simile. Ho avvisato i fratelli di Sebi e alle 14.30 mi sono precipitata all’eliporto di Caiolo dove ho trovato mio cognato Pietro ceruleo. Mi ha comunicato lui che Sebi era morto, uno choc tremendo».
Elena ora è tornata a Milano, dove lavora come product manager alla Wolters Kluwer Italia, con lei ci sono le bimbe e c’è sua mamma. «Inizierò a lavorare lunedì – dice – e ringrazio i datori di lavoro e i colleghi perché mi sono stati molto vicini, supportandomi in tutto. Anche loro parteciperanno alla raccolta fondi per Sebi. Dorotea è già tornata all’asilo, ha ripreso la sua routine, e mi sembra tutto sommato serena.
Le ho raccontato del papà, che è rimasto sotto la neve e che ora è il nostro angelo, una stella che brilla in cielo e che rimiriamo alla sera. Con Valeria, la moglie di Alfio, ci siamo dette al telefono che ci incontreremo, in primavera, per conoscerci di persona e far conoscere i nostri figli. Ci siamo fatte forza una con l’altra. Igor, invece, si sente in colpa, ma gli ho detto che se Sebi non si fosse lanciato in loro soccorso non avrebbe più chiuso occhio per il resto delle sue notti. Io ho molto affetto intorno a me, dai miei, dalla famiglia di Sebi, da amici e colleghi, ma non è la stessa cosa, senza mio marito e il papà delle mie figlie».
Anche in casa dei genitori di Sebastiano, Mario Erba e Marcella Fratta, il lutto è pesante «ma tutta questa solidarietà e vicinanza ci aiuta, ci consola. Grazie a tutti» dicono.
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