Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 18 Giugno 2026
Rapina, violenza e lesioni: via al processo per il 25enne maliano
Si è aperta l’udienza preliminare per l’assalto alla donna di Tirano. Il rinvio della discussione finale è fissato per il 15 ottobre.
Lettura 1 min.Sondrio
Si è aperto questa mattina, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Sondrio, il processo con rito abbreviato nei confronti di Mari Keyta, il 25enne originario del Mali, residente a Colorina e all’epoca dei fatti ospite del Centro di accoglienza straordinaria del paese, accusato della brutale aggressione avvenuta la sera del 6 ottobre scorso nel parcheggio di via Morbegno ai danni di una donna di 44 anni residente a Tirano.
L’udienza preliminare si è svolta a porte chiuse, come previsto dalla procedura. L’imputato, tuttora detenuto nel carcere milanese di San Vittore dopo l’arresto avvenuto nelle ore immediatamente successive ai fatti, non era presente in aula. Dopo gli adempimenti di rito, il giudice ha disposto il rinvio del procedimento al prossimo 15 ottobre, data fissata per la discussione finale. Al termine dell’udienza è attesa la sentenza che chiuderà il processo celebrato con rito abbreviato.
La scelta di accedere al rito alternativo, avanzata dalla difesa e accolta dal giudice nelle scorse settimane, consentirà infatti di definire il procedimento sulla base degli atti raccolta durante le indagini preliminari, senza il dibattimento ordinario. In caso di condanna, il rito abbreviato prevede una riduzione della pena pari a un terzo.
Keyta deve rispondere delle accuse di rapina aggravata, violenza sessuale e lesioni gravissime. Secondo la ricostruzione contenuta nel capo d’imputazione, la sera del 6 ottobre, intorno alle 23.25, avrebbe aggredito la donna nel parcheggio di via Morbegno, colpendola ripetutamente con pugni, schiaffi, calci e morsi e sbattendole più volte la testa contro il terreno e contro un muro. L’obiettivo, secondo l’accusa, era impossessarsi del portafogli, contenente poco più di cento euro, e del telefono cellulato della vittima.
L’aggressione, però, non si sarebbe fermata alla rapina. La donna sarebbe stata costretta a subire atti sessuali e avrebbe riportato conseguenze gravissime, tra cui uno sfregio permanente al volto. Le condizioni erano apparse subito molto serie, tanto da rendere necessario il ricovero per diversi giorni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sondrio.
Determinante, nelle fasi immediatamente successive ai fatti, era stato l’intervento degli agenti della Squadra volante della Questura di Sondrio, che erano riusciti a rintracciare il presunto aggressore poco distante dal luogo dell’assalto. Arrestato in flagranza, il giovane era stato inizialmente condotto nel carcere di Sondrio e successivamente trasferito a San Vittore, dove si trova tuttora detenuto.
L’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Capobianco del foro di Milano. La parte offesa è assistita dall’avvocato Giuseppe Romualdi del foro di Sondrio, costituitosi parte civile nel procedimento.
Dopo la breve udienza di oggi, il procedimento entra ora nella sua fase conclusiva. Il prossimo 15 ottobre saranno discusse le rispettive posizioni di accusa e difesa e, salvo imprevisti, il giudice pronuncerà la sentenza su uno dei casi di cronaca che più hanno colpito la comunità valtellinese negli ultimi mesi.
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