Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 25 Maggio 2026
Ricerca di uranio a Piateda, la minoranza chiede un confronto pubblico
La consigliera Simonini sollecita trasparenza sulla società che ha richiesto il permesso di ricerca uranio. Si richiede di conoscere struttura proprietaria, finanziatori e impatti ambientali.
Lettura 1 min.Piateda
Chiede un confronto pubblico il capogruppo della minoranza di Piateda, Martina Simonini, in merito all’istanza per permesso di ricerca riguardanti il deposito di uranio in Val Vedello (un’altra domanda riguarda quello di Novazza, in provincia di Bergamo) presentata dalla controllata italiana totalitaria della società canadese Zenith Energy, ovvero Futuro energetico italiano srl, subentrata alla Canoel Italia. Nonostante le rassicurazioni del sindaco, Simone Marchesini, sul fatto che non sia stato fatto «nessun passo avanti ai fini dell’inizio delle attività di ricerca» e si sia «ancora nel pieno della fase autorizzativa», il gruppo “Siamo Piateda” esprime il suo pensiero.
«Ci sarebbe molto da dire già sui documenti allegati alla richiesta di concessione, ma c’è un altro aspetto che andrebbe approfondito e indagato – dichiara Simonini -. In relazione alla richiesta di permesso per la ricerca di uranio in Val Vedello, riterrei opportuno che ci fosse la massima trasparenza pubblica anche sulla struttura societaria e finanziaria del soggetto proponente che, nel frattempo, mi pare di capire si è già modificato. Ha attirato la mia attenzione il fatto che fosse una srl che, solo da poco tempo, si è trasformata in spa e che avesse pochi dipendenti. Alcuni documenti sono pubblici ed è facile rinvenirli in rete. Dai documenti societari e dai comunicati pubblicamente disponibili emerge che Canoel Italia spa è controllata dal gruppo canadese Zenith Energy Ltd., società quotata sui mercati di Londra e Oslo. Nel bilancio 2024 scrivono esplicitamente: “Zenith Energy Ltd. has 100% control over Canoel Italia spa”. Sempre da fonti pubbliche risulta che il gruppo Zenith Energy è coinvolto in arbitrati e liti internazionali (per importi rilevantissimi) con la Repubblica di Tunisia relativi ad attività energetiche e concessioni petrolifere. Risulta, inoltre, che il progetto relativo ai permessi uranio di Val Vedello e Valgoglio sia stato inserito in una struttura societaria separata, con l’annuncio di future operazioni di spin-off societario. E qui mi fermo perché non so che cosa possa significare in concreto riguardo la ricerca o la successiva estrazione in Val Vedello».
Simonini, poi, aggiunge: «Si tratta, però, di informazioni abbastanza importanti perché il progetto riguarda un tema di evidente interesse pubblico, ambientale e territoriale. Per questo motivo riterrei legittimo chiedere che cittadini, amministrazioni locali e organi competenti possano conoscere con chiarezza: la struttura proprietaria del progetto, i soggetti finanziatori, i programmi industriali effettivamente previsti e, naturalmente, gli eventuali impatti ambientali e sanitari delle attività richieste sia per la ricerca che per la successiva eventuale estrazione. Credo che un confronto pubblico basato su dati verificabili e documenti ufficiali sia nell’interesse del territorio e della collettività».
Ricordiamo che, in relazione al procedimento avviato relativo alla domanda di richiesta di permesso di ricerca in Val Vedello, Regione Lombardia ha spostato i termini di presentazione della Via (Valutazione di impatto ambientale) ministeriale al 15 luglio di quest’anno. Il sindaco ha dichiarato, peraltro che, «quando si avrà in mano tutta la documentazione, si potranno fare delle valutazioni più compiute».
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