( foto archivio)
La ripresa delle lezioni è vicina anche in provincia di Sondrio. Il messaggio del dirigente dell’Ust: «Curiosità e fiducia». IA, una grande sfida: «Ma la relazione educativa rimane»
Lettura 2 min.Sondrio
«La scuola in provincia di Sondrio è molto più di un luogo di istruzione: è un presidio di comunità, di cultura e di futuro».
È questo uno dei passaggi centrali del messaggio con cui Imerio Chiappa, dirigente reggente dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio (Ust), accompagna l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027, dando il benvenuto e rivolgendosi ai circa 22mila studenti, famiglie, docenti, dirigenti e a tutto il personale delle istituzioni scolastiche. Un nuovo anno che, nelle parole di Chiappa, si apre in una fase di profondi cambiamenti per la scuola e per la società.
Le opportunità
Le tecnologie stanno modificando strumenti, linguaggi e modalità di accesso alla conoscenza
e, in questo scenario, l’intelligenza artificiale entra sempre più rapidamente nella vita quotidiana, nello studio e nel lavoro. Opportunità alle quali, però, corrispondono nuove domande e nuove responsabilità.
«La trasformazione tecnologica non cambia - secondo Chiappa - la funzione essenziale della scuola: offrire a ogni ragazza e a ogni ragazzo la possibilità di conoscere, crescere, confrontarsi, sviluppare i propri talenti e costruire progressivamente il proprio futuro».
Il primo pensiero del dirigente è rivolto proprio agli studenti, da chi si affaccia per la prima volta in una nuova scuola a chi ritrova compagni e insegnanti dopo la pausa estiva, fino a chi affronta l’ultimo anno e guarda già alle scelte successive. A tutti augura di vivere il nuovo percorso «con curiosità e fiducia», senza paura di fare domande, confrontarsi, sbagliare e ricominciare. In un tempo nel quale «le risposte sembrano essere disponibili in pochi istanti», la scuola deve continuare a coltivare soprattutto la capacità di cercare, verificare e comprendere. Gli strumenti tecnologici possono essere utilizzati e valorizzati, ma senza delegare loro «la responsabilità di pensare».
Il ruolo
È qui che si inserisce un altro dei temi centrali del messaggio: il ruolo dei docenti. Una professione che oggi deve misurarsi con una realtà educativa sempre più articolata, con bisogni differenti, nuovi strumenti e trasformazioni rapide.
Agli insegnanti è quindi richiesta la capacità di aggiornarsi, sperimentare e cambiare prospettiva, mantenendo però saldo ciò che, secondo Chiappa, nessuna tecnologia potrà sostituire: «la relazione educativa». Un ringraziamento viene rivolto anche ai dirigenti scolastici, chiamati a guidare comunità professionali complesse conciliando innovazione e quotidianità, e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, il cui lavoro spesso rimane meno visibile ma è indispensabile per garantire servizi, sicurezza, accoglienza e organizzazione.
Nel messaggio di inizio anno non manca il richiamo al ruolo delle famiglie. Scuola e famiglia hanno compiti distinti, ma condividono la responsabilità di accompagnare i giovani verso l’autonomia. Per questo Chiappa invita a mantenere un dialogo fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, sostenendo i ragazzi senza sostituirsi a loro».
La sfida, aggiunge il dirigente, non consiste semplicemente nel disporre di nuovi ambienti e nuove tecnologie, ma nel riuscire a trasformarli in «opportunità concrete di apprendimento, inclusione e crescita».
Una prospettiva che assume un significato particolare nella nostra provincia. Un territorio composto «da comunità diverse e talvolta distanti, dove la scuola può rappresentare un punto di riferimento che va ben oltre l’attività didattica».
Da qui l’obiettivo di garantire qualità dell’offerta formativa e pari opportunità a ogni studente, «indipendentemente dal luogo nel quale vive».
L’invito
Una responsabilità che, nelle parole di Chiappa, deve coinvolgere l’intera comunità territoriale. Alle amministrazioni locali, alle associazioni e alle realtà che collaborano con le scuole viene rivolto un ringraziamento e, allo stesso tempo, l’invito a proseguire sulla strada della collaborazione. L’Ust, assicura il dirigente reggente, «continuerà a essere al fianco degli istituti durante il nuovo anno, accompagnandoli nelle attività, nelle trasformazioni e nelle difficoltà che potranno presentarsi».
E alla fine, oltre a programmi, calendari e obiettivi, ciò che resterà sarà soprattutto l’esperienza vissuta dalle persone: «le persone incontrate, le conoscenze conquistate, le difficoltà superate» e quelle occasioni nelle quali uno studente avrà scoperto di essere capace di qualcosa che ancora non sapeva di poter fare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA