Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 29 Ottobre 2026
Sondrio, bollette dell’acqua più care: rincari del 38% entro il 2029
Per una famiglia di tre persone con consumi annui di 150 metri cubi, la spesa passerebbe dai 349 euro del 2025 ai 476 euro del 2029. Alla base dei rincari il recupero degli investimenti già effettuati e il finanziamento dei nuovi interventi
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Un aumento dell’8,4% all’anno per quattro anni, a partire dal 2026, fino ad arrivare nel 2029 a un rincaro complessivo del 38,08% rispetto al 2025. Aumenta il costo dell’acqua in provincia di Sondrio, secondo il percorso indicato nello schema regolatorio 2026-2029 dell’Ato, approdato mercoledì in consiglio provinciale per l’approvazione subito dopo il parere favorevole della Conferenza dei Comuni.
Tradotto in bolletta, per una famiglia residente di tre persone, con un consumo stimato di 150 metri cubi all’anno, significa, ad esempio, passare dai 349 euro del 2025 ai 476 euro del 2029: 127 euro in più. Le cifre comprendono gli oneri di perequazione e l’Iva al 10%, che il confronto ipotizza invariati.
La proposta è stata formulata dall’Ufficio d’ambito a inizio ottobre e trasmessa subito ai Comuni, per poi essere illustrata nelle riunioni nei vari mandamenti prima dell’approdo alla Conferenza dei sindaci e dunque in consiglio provinciale. Un passaggio quest’ultimo indispensabile: spetta infatti alla Provincia, in quanto ente di governo dell’ambito, approvare la predisposizione tariffaria dopo il parere dei Comuni. Il rincaro del 38,08% è il risultato di quattro incrementi annuali applicati, ogni volta, sulla tariffa dell’anno precedente.
A spiegare in consiglio provinciale le ragioni della proposta è stato il direttore dell’Ato, Paolo Lombardi. «Sostanzialmente sono due le motivazioni che portano a questi incrementi così importanti e sono entrambe di natura prettamente finanziaria - ha detto -: l’ammortamento finanziario e il fondo per nuovi investimenti». Da una parte c’è dunque il recupero, attraverso la tariffa, dei capitali già investiti; dall’altra, l’anticipazione delle risorse necessarie a finanziare nuovi interventi.
Secondo i prospetti dell’Ufficio d’ambito, i maggiori ricavi previsti nel quadriennio rispetto al mantenimento del livello del 2025 ammontano a circa 29,1 milioni di euro. A determinarli sono, in proporzioni pressoché uguali, proprio l’ammortamento finanziario e il fondo per nuovi investimenti, mentre le altre componenti ne compensano in parte l’effetto.
Il programma degli interventi per il periodo 2026-2029, secondo quanto illustrato da Lombardi in aula, supera i 53 milioni di euro al lordo dei contributi a fondo perduto. Al netto di questi finanziamenti, che comprendono ancora una coda degli interventi sostenuti dal Pnrr, il valore è di circa 15,7 milioni. L’orizzonte dello schema è quadriennale, ma le tariffe degli ultimi due anni non sono ancora definitive.
Lombardi ha chiarito che la deliberazione fissa quelle del 2026 e del 2027, mentre quelle del 2028 e del 2029 saranno oggetto, tra due anni, di un successivo aggiornamento. Il rincaro complessivo del 38,08% rappresenta quindi l’esito del percorso attualmente previsto e potrà essere rivisto.
Nel piano, l’aumento delle entrate si accompagna a una forte riduzione del valore residuo previsto alla fine della concessione: da circa 70,4 milioni a 2,5 milioni di euro, secondo le ipotesi dell’Ufficio d’ambito. Una parte maggiore del costo degli investimenti verrebbe così recuperata attraverso le tariffe durante la gestione.
Accanto alle tariffe, il consiglio provinciale ha esaminato altri due punti relativi al servizio idrico, anche questi due già passati al vaglio della Conferenza dei Comuni. Il primo riguarda l’aggiornamento del regolamento e della Carta della qualità del servizio: alcuni passaggi sono stati riscritti per rendere i documenti più chiari e più facilmente utilizzabili dagli utenti e dal gestore nell’attività quotidiana. Il secondo riguarda la riscrittura integrale del disciplinare tecnico, allegato alla convenzione di affidamento del servizio a Secam, la società interamente pubblica valtellinese.
La novità principale è l’indicazione di costi parametrici per alcune lavorazioni svolte in regime di libero mercato. È il caso, ha spiegato Lombardi, degli allacci alla rete fognaria e a quella acquedottistica: il documento esplicita i costi che Secam applicherà qualora l’utente scelga di rivolgersi alla società per eseguire questi interventi.
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