Sondrio: comitato contesta viadotto Trippi e richieste sindaco

Le sei istanze del primo cittadino non figurano nella delibera. Il gruppo teme effetti irreversibili sul territorio e sul traffico.

Lettura 1 min.

«Sei richieste, che assolutamente non fanno una garanzia». È questo il punto da cui riparte la contestazione del comitato informale “No tangenziale Sud di Sondrio” che torna a farsi sentire. Un intervento, questo, che arriva dopo quanto dichiarato in merito al futuro viadotto del Trippi dal sindaco di Montagna Roberto Menegola nel consiglio comunale del 5 ottobre scorso, quando è stata deliberata la variante al Pgt collegata al progetto definitivo. Un via libera al decreto del commissario straordinario sull’opera peraltro contemplata nel pacchetto olimpico che sta facendo discutere da mesi.

Contestualmente, il primo cittadino ha comunicato quanto via lettera ha richiesto agli organi competenti: sei punti, dal torrente Davaglione alla tutela delle attività produttive, dalla gestione del cantiere agli spazi sotto il cavalcavia, fino alla viabilità, messi nero su bianco. Ma per il comitato, «presentare le sei istanze avanzate dall’amministrazione come un risultato - si dice in una nota inviata nelle scorse ore- rischia di alimentare aspettative che, al momento, non hanno alcun fondamento concreto».

Il nodo è soprattutto amministrativo: le sei richieste «sono state illustrate verbalmente in aula», ma non figurerebbero nella deliberazione consiliare. «Senza vincoli scritti, le raccomandazioni restano lettera morta quando aprono i cantieri. Presentare come una vittoria un elenco di buone intenzioni è un esercizio di ottimismo che temiamo di dover pagare a caro prezzo» denuncia il comitato, che teme conseguenze difficilmente reversibili una volta avviati i lavori. Nel mirino c’è anche il cambio di linea rispetto alla precedente amministrazione del sindaco Barbara Baldini, proseguono dal comitato, «che si era opposta al progetto nella configurazione attuale, chiedendo di recuperare la soluzione del Lotto 7 Fiorenza, ritenuta meno impattante e più rispettosa del territorio».

Altra critica rivolta al sindaco Menegola, quella che, esprimendo in aula consiliare apprezzamento per il lavoro del commissario straordinario e della Regione, avrebbe di fatto «avallato un’infrastruttura destinata a modificare profondamente il paesaggio di Montagna, senza risolvere in maniera strutturale i problemi del traffico».

Il comitato precisa altresì, come già fatto in passato, «di non essere contrario al superamento del passaggio a livello del Trippi». La contestazione riguarda invece la soluzione scelta, giudicata «figlia delle scadenze olimpiche e incapace di affrontare la mobilità valtellinese in una prospettiva complessiva». Il rischio, sostiene il comitato, «è quello di creare un nuovo imbuto, trasferendo il congestionamento semplicemente qualche centinaio di metri più avanti, con ripercussioni anche sui Comuni limitrofi». Per i residenti della frazione Piano, le preoccupazioni riguardano «anche gli effetti del cantiere e le ricadute sul territorio, a partire dal Davaglione». Il comitato sottolinea inoltre che «l’iter amministrativo è ancora in corso, con il progetto da adeguare alle prescrizioni e la progettazione esecutiva ancora interessata da attività tecniche». La contrarietà all’opera, così come concepita, resta quindi ferma e la mobilitazione proseguirà al fianco dei residenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA