Sondrio, la casa del rugby di nuovo operativa dopo l’incendio

La casa del rugby di Sondrio, colpita da un incendio due settimane fa, è tornata alla normalità. Riprese le attività sportive e conviviali, resta da sistemare solo l’impianto docce.

Sondrio

A due settimane dal principio d’incendio che nel tardo pomeriggio di domenica 15 febbraio aveva fatto scattare l’allarme alla Casa del rugby di Sondrio, in viale Stadio alla Castellina, la situazione è tornata alla normalità e la struttura ha ripreso pienamente la propria attività. Quel giorno, poco dopo le 17, alcune persone presenti avevano notato fumo e fiamme fuoriuscire dalla canna fumaria sul tetto dell’edificio, interamente in legno per quanto riguarda la copertura. Un’immagine che aveva immediatamente fatto temere il peggio.

Sul campo avevano appena concluso la partita i ragazzi di una formazione giovanile della Sondrio Rugby, mentre al primo piano, nei locali del bar con cucina, si trovavano diversi genitori e familiari in attesa dei figli. La Casa del rugby, infatti, non è solo un impianto sportivo, ma un punto di riferimento aggregativo per l’intero movimento ovale cittadino, soprattutto nei fine settimana.

Compresa la situazione, tutti erano usciti ordinatamente senza alcuna difficoltà. Nessuno era rimasto ferito o intossicato e non si era reso necessario l’intervento dei sanitari. All’esterno, tra apprensione e timore, genitori e ragazzi avevano seguito le operazioni di spegnimento.

Determinante era stato il tempestivo intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio, arrivati con tre mezzi nel giro di pochi minuti. Le fiamme, sviluppatesi con ogni probabilità a causa di un malfunzionamento della canna fumaria, avevano interessato la zona del tetto. Il rischio era quello di una rapida propagazione all’intera copertura lignea, ma il rogo è stato circoscritto in tempi contenuti. Le operazioni di spegnimento e bonifica si erano comunque protratte a lungo proprio per scongiurare eventuali riprese, vista la natura dei materiali.

Oggi, a distanza di poco più di due settimane, il bilancio è rassicurante. La Casa del rugby è aperta e le attività si svolgono regolarmente. Allenamenti e partite sono ripresi senza particolari limitazioni e, soprattutto, non è venuto meno uno dei momenti simbolo della tradizione rugbistica: il terzo tempo. Cucina e salone sono pienamente funzionanti e hanno già ospitato cene e momenti conviviali, restituendo alla struttura il suo ruolo di cuore pulsante della vita del club.

L’unica criticità ancora da risolvere riguarda le docce, attualmente inutilizzabili a causa del danneggiamento della caldaia. Un disagio organizzativo che la società sta gestendo in attesa del completo ripristino dell’impianto. Per il resto, al piano superiore non si sono registrati danni e la struttura ha dimostrato solidità.

Superata la paura iniziale, resta la consapevolezza di aver evitato conseguenze ben più gravi grazie alla prontezza dei soccorsi e al comportamento responsabile di chi era presente. La Casa del rugby è tornata così a essere non solo il luogo degli allenamenti e delle partite, ma anche spazio di incontro e condivisione per atleti, famiglie e sostenitori, simbolo di una comunità capace di reagire con compattezza anche di fronte alle difficoltà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA