Sondrio, la Provincia verso l’acquisto dell’ex Banca d’Italia: sul piatto 2,3 milioni di euro

Lo storico palazzo di piazza Garibaldi, chiuso dal 2015, passa all’ente provinciale dopo anni di ipotesi sulla destinazione. Il recupero complessivo dell’immobile potrebbe richiedere circa 5 milioni.

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Sondrio

«Acquisto dell’immobile situato a Sondrio, in piazza Garibaldi 21, ex sede della filiale provinciale della Banca d’Italia». Arriva dall’ordine del giorno del consiglio provinciale della prossima settimana la conferma della concretizzazione di un’operazione di cui si parla da tempo, ma che finora era rimasta al palo. Niente di nuovissimo dunque, «le novità saranno da qui in avanti» dice il presidente della Provincia Davide Menegola. Dando seguito alle delibere assunte nel 2024, l’amministrazione provinciale acquisirà lo storico immobile che si affaccia su piazza Garibaldi: tre piani, oltre ai caveau, in un edificio risalente al 1840 e chiuso dal 2015. Il prezzo di acquisto, pur non ancora reso noto nel dettaglio, dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,3 milioni di euro, la cifra per la quale Banca d’Italia si era detta disponibile a cedere l’immobile. Un importo che trova copertura negli stanziamenti dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale: un milione e mezzo di euro iscritti nell’Aqst 2023 e altri 800mila euro nel programma Aqst del 2024. La stima complessiva dell’operazione, comprendendo anche gli interventi necessari per il recupero e l’adeguamento dell’edificio, in passato era stata quantificata in circa 5 milioni di euro.

A muovere per primo i passi verso l’acquisizione era stato il Comune di Sondrio, su impulso dell’assessore alla Cultura Marcella Fratta. Successivamente il dossier era passato nelle mani della Provincia, che ora si prepara a portare a termine l’acquisto. Sulla futura destinazione del palazzo Menegola, però, non vuole ancora sbilanciarsi. «In consiglio daremo qualche informazione in più sull’intera operazione – si limita a dire il presidente –. Come avevamo già deliberato, lo stabile servirà per lo svolgimento delle funzioni istituzionali dell’ente». Nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi per l’utilizzo del prestigioso edificio. La prima, dalla quale era partita l’iniziativa del Comune, prevedeva la realizzazione di un museo di storia e arte moderna. Palazzo Pretorio aveva anche affidato la stesura di un progetto di recupero al gruppo del Politecnico di Milano guidato dal professor Stefano Della Torre, ingegnere e architetto, ordinario di Restauro, incaricato di elaborare le valutazioni tecniche ed economiche. Dopo che la Provincia ha preso in mano l’operazione, si era fatta strada anche l’idea di destinare il palazzo a sede di un polo universitario tecnologico.

A parlarne era stato Fabrizio Capobianco, ingegnere sondriese tornato a vivere in Valtellina dopo oltre vent’anni trascorsi nella Silicon Valley e impegnato nel tentativo di rilanciare il territorio come polo dell’innovazione e della tecnologia. Tra gli strumenti per attrarre giovani talenti, accanto alla start-up factory già realizzata, Capobianco aveva indicato la possibilità di portare a Sondrio «un pezzo di università tech», capace di richiamare studenti e competenze anche da fuori provincia. Un’ipotesi che però non ha avuto seguito. Si era parlato anche di un museo del vino, considerando il ruolo di Sondrio come Città del vino e le competenze della Provincia in materia di turismo. L’ultima proposta emersa è quella di ospitare, almeno in una parte dell’edificio, “Alpina”, il progetto dello chef Alessandro Negrini: un luogo nel quale mettere in relazione competenze, formazione, imprese e territori. Un centro rivolto alla Valtellina ma con una dimensione internazionale, capace di collegare le esperienze delle diverse aree alpine e di creare nuove opportunità affinché i giovani possano scegliere di rimanere sul territorio. Per sapere quale di queste ipotesi potrà trovare spazio nell’ex Banca d’Italia bisognerà però attendere. Per il momento Menegola ribadisce la linea della prudenza: «La Provincia ha delle funzioni e, tra queste, eserciterà la gestione degli spazi».

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