Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 11 Aprile 2026
Sondrio, taglio del nastro per la Fiera del biologico
Taglio del nastro per la Fiera del biologico in scena questo fine settimana in centro città. Un’opportunità per conoscere le produzioni bio valtellinesi e stili di vita più consapevoli e sostenibili
Sondrio
Un taglio del nastro collettivo sul palco di piazza Garibaldi, con madrina d’eccezione Lucia Cuffaro, scrittrice e divulgatrice di autoproduzione e pratiche ecologiche, ormai di casa in città, affiancata da Stefano Scetti, presidente del mandamento di Sondrio di Confcommercio.
È stato questo il gesto condiviso dal sindaco di Sondrio Marco Scaramellini, dall’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori, dal presidente del Distretto biologico Giancarlo Bongiolatti, dal numero uno della Comunità montana di Sondrio e di Uncem Lombardia Tiziano Maffezzini, da Moreno Cortesi, nuovo direttore della Regione Bernina, e dal presidente della Fondazione Fojanini nonché vicepresidente del Consorzio Bim, Fernando Baruffi, a dare ufficialmente il via ieri mattina a «Sondrio primavera & Fiera del Biologico della Montagna Alpina».
(Foto di Bortolotti Monica)
L’evento apre la bella stagione del capoluogo e, a giudicare dal via vai già dalle prime ore del mattino - complice anche il meteo favorevole - si conferma particolarmente apprezzato da sondriesi e visitatori.
La fotografia di gruppo ha ribadito ancora una volta l’unità di intenti e la volontà di proseguire sulla strada della collaborazione tra enti, istituzioni e privati, inaugurata con l’esperienza olimpica, che tanto successo ha portato. Un metodo valido anche quando si parla di agricoltura e biologico, perché benessere e sostenibilità sono temi cruciali.
«Siamo molto orgogliosi di accogliere il biologico all’interno del nostro appuntamento di primavera» ha dichiarato Scaramellini, facendo gli onori di casa. L’unione dei due eventi è stata resa possibile grazie al progetto Interreg Smartbioval, di cui è capofila la Comunità montana di Sondrio, al Distretto biologico della Valtellina e al sostegno di enti e partner.
(Foto di Bortolotti Monica)
«Sono molto orgoglioso di questo appuntamento, perché rappresenta il coronamento del lavoro iniziato cinque anni fa, quando abbiamo deciso di dare visibilità, corpo e struttura all’agricoltura biologica della Valtellina – ha ricordato Maffezzini -. Per noi è stato un passo importante: prima c’erano piccole aziende che lavoravano in modo isolato, oggi le abbiamo messe a sistema. Abbiamo fatto crescere questo comparto e continuiamo a farlo. L’agricoltura biologica è ancora una nicchia rispetto a quella convenzionale, ma sta dando grandi risultati in termini occupazionali, di efficacia e di immagine. È un percorso lungo e complesso che prosegue, con l’obiettivo di rendere il biologico il simbolo di un territorio proiettato verso il futuro, la sostenibilità e le nuove generazioni».
La Fiera del biologico porta in città - tra piazza Garibaldi, corso Italia e piazza Campello - 70 aziende, di cui 20 locali, rappresentando un settore in forte crescita. «Oggi sento nel mio sangue i produttori della Valtellina – ha detto Bongiolatti – perché, pur con sensibilità diverse, condividiamo un obiettivo comune: far conoscere sempre di più l’agricoltura biologica, che significa salvaguardia e tutela dell’ambiente. È un momento di grande orgoglio per me e per tutti noi».
(Foto di Bortolotti Monica)
Parole di apprezzamento per il percorso intrapreso e per l’organizzazione dell’evento sono arrivate anche dall’assessore regionale Sertori che tra le sue deleghe ha anche i rapporti con la Svizzera e dunque i progetti Interreg: «Stiamo parlando di un settore davvero importante per tutti – ha sottolineato -, in particolare per la Valtellina, caratterizzata da paesaggi straordinari che l’agricoltura contribuisce a mantenere. Il biologico evidenzia una sensibilità crescente tra giovani e consumatori. Il Distretto sta facendo un grande lavoro: avanti così».
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