Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 23 Marzo 2026
Sondrio: un tavolo tecnico per il futuro delle Rsa in provincia
Grimaldi: «Il tempo dei convegni è finito. Ora servono risposte per garantire i servizi nel territorio»
Sondrio
Dar vita ad una sorta di impresa sociale, una sovrastruttura, che si occupi della gestione della parte burocratica che grava sulle Rsa della nostra provincia e assorbe tante loro energie, così da permettere alle stesse di concentrarsi in via esclusiva sulla cura e l’assistenza dei pazienti anziani. Sempre più complessa, considerato che i pazienti delle Rsa sono ormai sempre più pluri patologici.
Questo l’obiettivo che si è posto il tavolo tecnico operativo provinciale delle Rsa, costituito nel dicembre dello scorso anno dalle maggiori residenze sanitarie assistenziali per anziani della provincia di Sondrio, con l’obiettivo di fare rete, massa critica e affrontare insieme i problemi strutturali che le assillano, in termini di carenza di personale, costi di gestione, formazione del personale, introduzione delle innovazioni, dell’intelligenza artificiale e, ultima ma non ultima, la necessità di tenere i rapporti istituzionali.
«Il tempo dei convegni è finito – assicura Antonio Grimaldi, presidente della Fondazione cura e salute città di Sondrio, in base alla nuova denominazione da poco assunta, e presidente di Uneba Sondrio, l’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale -, per questo abbiamo voluto dar vita ad un tavolo che non è di condivisione, ma operativo, formato da professionisti dell’area economica, finanziaria, giuridica e socio sanitaria, di cui fa parte anche Antonio Sebastiano, docente della Liuc di Castellanza e presidente dell’osservatorio regionale delle Rsa. Interessante è notare che il tavolo rappresenta il 90% dei posti accreditati in Rsa in provincia di Sondrio quindi circa 1350-1400 posti sui 1500 esistenti, per cui la massa critica che facciamo è notevole e, tra l’altro, siamo aperti a innesti di nuove strutture, anche private se lo desiderano, senza preclusioni».
Le Rsa che fanno capo alla rete provinciale hanno già aderito anche ai bandi emblematici di Fondazione Cariplo, per cinque milioni di euro di investimenti a disposizione «e abbiamo presentato un progetto che va sotto il nome di Care24 – dice Grimaldi -, cappello sotto il quale abbiamo inserito tutte le nostre criticità con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio resto riducendo i costi. Pensiamo al tema del risk management, alle innovazioni che si possono introdurre ricorrendo all’intelligenza artificiale nella distribuzione dei farmaci o nel monitoraggio a distanza dei pazienti tramite appositi sensori. Sono tanti gli aspetti considerati anche se, su tutti, domina il problema della carenza di personale in ragione del quale non riusciamo ad essere sempre così performanti come vorremmo». Non tanto in termini di qualità, perché quella, secondo Grimaldi, resta comunque elevata, quanto in termini di quantità dei posti in Rsa a disposizione.
«La mancanza di personale ha indotto noi, della Fondazione città di Sondrio ha chiudere dei posti letto e, ancora oggi, ne abbiamo 15 non attivati – dice Grimaldi – e lo stesso accade in altre Rsa. Attivarli vorrebbe dire ospitare anziani senza poterli poi seguire adeguatamente e questo non vogliamo e non possiamo farlo. Teniamo presente che Regione Lombardia prevede si dedichi 901 minuti alla settimana a paziente, ma la maggior parte delle nostre Rsa superano abbondantemente i 1000 minuti. Noi, in Fondazione, siamo intorno ai 1250-1300 minuti a settimana e non intendiamo retrocedere. Per questo posso dire che la qualità è garantita, nonostante tutto, ma se vogliamo mantenerla e fare ancora di più e meglio, non c’è altra strada se non unirci e marciare insieme. Le Rsa l’hanno capito e, per la prima volta in provincia di Sondrio, siamo riusciti a metterci insieme attorno a un progetto». Grimaldi ci crede molto, ed è una buona cosa considerato quanto è variegato e segmentato il mondo delle Rsa provinciali, 21 in tutto, e quanto è elevata la domanda di ricovero e assistenza in pressante aumento soprattutto nel sondriese dove l’indice di invecchiamento delle popolazione è al 28% sulla media provinciale del 24% più prossima a quella nazionale.
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