Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 22 Luglio 2026
Tassa rifiuti, a Sondrio aumenti sotto l’inflazione
Solo un leggero ritocco, nonostante Secam preveda per i prossimi anni un incremento di circa il 7%. Per le famiglie si tratta di una differenza in bolletta di pochi euro, perché il resto verrà assorbito dal Comune
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Tassa rifiuti, qualche ritocco all’insù, ma nessun salasso per i sondriesi. Non per il 2026.
Nonostante l’aumento di circa il 7% dei costi del servizio prospettato per i prossimi anni nel corso dell’ultima assemblea di Secam, la società pubblica che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in provincia, per quest’anno nel capoluogo gli incrementi della Tari resteranno al di sotto dell’inflazione, che a giugno si è attestata al 3% (da 3,2 del mese precedente).
Nel dettaglio
È stato l’assessore al Bilancio della giunta Scaramellini, Ivan Munarini a illustrare il nuovo piano tariffario, insieme a quello del quadriennio 2026-2029, nel corso della riunione della commissione consiliare competente, chiamata a esaminare la proposta che approderà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
L’adeguamento delle tariffe di quest’anno interesserà sia le utenze domestiche sia quelle non domestiche, ma con incrementi decisamente più contenuti rispetto alla crescita dei costi del servizio che ammontano, secondo il Piano economico finanziario (Pef) inviato da Secam al 4,8% (limite massimo alla crescita previsto da Arera). Per le famiglie gli aumenti variano, infatti, da un minimo dello 0,38% a un massimo del 2,41% che si traducono in un minimo di 0,42 centesimi a un massimo di 9,19 euro, mentre per le attività economiche oscillano tra l’1,582% e il 2,564% al metro quadrato, rimanendo in tutti i casi al di sotto del tasso d’inflazione di giugno.
Nel dettaglio, per le utenze domestiche gli incrementi si traducono in pochi euro all’anno. Una persona sola che vive in un appartamento di circa 57 metri quadrati pagherà 112,03 euro contro i 111,61 euro dello scorso anno, con un aumento di 42 centesimi. Una famiglia di quattro componenti in un’abitazione di 100 metri quadrati passerà invece da 254,44 a 258,18 euro, pari a 3,74 euro in più all’anno, mentre un nucleo di sei o più persone in una casa di 120 metri quadrati vedrà la tariffa salire da 374,67 a 382,95 euro, con un incremento di 8,28 euro.
Anche per le attività economiche gli aumenti risultano contenuti. Gli uffici e le agenzie registrano l’incremento percentuale più elevato, passando da 6,385 a 6,549 euro al metro quadrato (+2,564%). I negozi di abbigliamento, cartolerie, librerie e ferramenta salgono da 4,651 a 4,755 euro al metro quadrato (+2,241%), mentre bar, caffè e pasticcerie passano da 11,595 a 11,778 euro al metro quadrato (+1,579%). Per osterie, pizzerie, pub, ristoranti e trattorie la tariffa aumenta da 16,303 a 16,560 euro al metro quadrato, con un incremento dell’1,58%.
Equilibrio economico
A consentire il contenimento degli aumenti è stata la scelta dell’amministrazione comunale di assorbire direttamente parte dei costi degli investimenti, evitando di trasferirli integralmente sulle bollette di famiglie e imprese. Una scelta che consente di mantenere l’equilibrio economico del servizio senza gravare eccessivamente sui cittadini e sulle attività del territorio.
A questo si è aggiunto l’incremento del numero delle utenze, emerso in parte anche dopo l’introduzione del nuovo sistema di raccolta, che ha permesso di ripartire il costo complessivo del servizio su una platea più ampia di contribuenti.
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