TEDx Sondrio: “Sconfinare” la ricetta per la felicità vera

Artisti, imprenditori e pensatori hanno condiviso storie e riflessioni per invitare a varcare i confini mentali e fisici, trovando la felicità nel superamento

Sondrio

Racconti, suggestioni, esperienze di vita, sguardi alla morte, riflessioni, risate e soprattutto domande. Domande aperte rimaste nell’aria, affidate a ciascuno di coloro che, ascoltandole, proveranno a dare una risposta. Ciascuno la propria.

Perché ’sconfinare’, varcare i limiti, frontiere fisiche o mentali che siano, è un esercizio che richiede di abbandonare una comfort zone inevitabilmente diversa per ciascuno di noi, ma è forse l’unica via per provare a essere felici.

Pomeriggio intenso, arricchente, denso quello di sabato al Teatro sociale di Sondrio, dove si è svolta la seconda edizione di TEDx Sondrio, l’evento organizzato da Fabrizio Capobianco e Maurizio Fiora in maniera indipendente grazie ai numerosi sponsor che hanno creduto nel progetto, ma che prende le mosse dal format delle celebri conferenze TED.

A dare il benvenuto visivo all’evento, nella gimkana di piazza Garibaldi tra le transenne del rally, l’installazione davanti a palazzo Martinengo con ben visibile la X, simbolo del ’contenitore’.

Sul palco del teatro pieno - biglietti sold out già da mesi - gli otto speaker, selezionati attraverso un percorso lungo e accurato, provenienti da ambiti diversi (artisti, imprenditori, viaggiatori, pensatori e professionisti) si sono alternati passandosi l’ideale testimone del tema scelto per l’edizione 2026: ’Sconfinare’.

Ad aprire Simona Carnino, la giornalista che, con la sua esperienza di migrazione, ha parlato di confini geografici da oltrepassare, caparbiamente, in un «atto di ribellione esistenziale per non soggiacere a un destino già scritto»; a chiudere Davide Van De Sfroos, il cantautore e scrittore che il confine lo porta nel nome e che ha dato vita e voce a innumerevoli personaggi capaci di varcare limiti geografici, mentali e fisici.

In mezzo, tante storie. Quella di Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara automobili, esempio di imprenditoria illuminata, incarnazione della curiosità e della capacità di andare oltre i limiti mentali, di superare gli alibi per rispondere alla domanda: «E tu cosa vuoi fare?». Ma anche quella di Sara Bellini, professionista della robotica e donna nel mondo dell’innovazione, che ha parlato della tecnologia, dei suoi limiti o meglio dei limiti che noi, attraverso la consapevolezza, vogliamo darle o superare: «Chi vuoi diventare grazie alla tecnologia?» la domanda. E quella di Stefano Ferri, scrittore e giornalista che ha scelto di vestirsi da donna e che, con un excursus storico, ha ricordato che, tolto l’unico confine necessario alla politica per individuare il suo nemico, gli altri sono tutti arbitrari, inventati dall’uomo.

I ragazzi di OPS! Cambio di rotta Aps, che ogni giorno si cimentano nel superamento del confine delle loro disabilità e soprattutto dello stigma che la società troppo spesso attribuisce alle abilità differenti, hanno introdotto con il loro ’Pinocchio’ uno dei temi più delicati del pomeriggio: il confine della morte.

A parlarne Maria Angela Gelati, tanatologa e death educator, che indaga il confine estremo cercando di «svestire la morte dal vestito di angoscia che le abbiamo messo addosso» per «sconfinare senza paura». La morte è una soglia che sappiamo di dover attraversare e il tempo che abbiamo a disposizione non è infinito. Allora la domanda è: «Come stiamo vivendo il nostro tempo?».

In qualche caso ridendo. Ieri è stato uno di questi grazie a Laura Formenti, stand up comedian, attrice e performer, che ha ricordato come il comico sia per sua natura colui che va oltre i confini e che l’umorismo sia, in ultima analisi, il parapetto contro il fanatismo.

Nella sua vita ha superato ogni limite Alex Bellini, navigatore ed esploratore, che ha scelto il mito di Sisifo per raccontare lo sconfinamento. «Sisifo sa che non vincerà mai - ha detto - ma nella sua scelta di salire e risalire e salire ancora è libero». Libero di essere felice innanzitutto «perché la felicità risiede nel tentativo del superamento, non nell’adagiarsi nella propria comfort zone».

È proprio sua, dell’esploratore mai domo pronto a ripartire dopo ogni naufragio, la domanda rimasta ad aleggiare: «In un mondo senza fatica, senza dolore, in altre parole senza limiti da varcare, che ne è della felicità?».

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